Dal processo penale al processo civile. Il Comune di Tagliacozzo ha dato mandato a un proprio legale per avviare dinanzi il Tribunale Civile di Avezzano una “Azione di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali” subiti dall’Ente a causa dell’inchiesta che portò alla caduta dell’Amministrazione del sindaco Maurizio Di Marco Testa.
La causa civile – ufficializzata con la Delibera di Giunta N. 116/2024 – è stata iscritta a ruolo e il relativo atto è stato già notificato all’interessato, l’allora consigliere comunale Alfonso Gargano.
Breve storia di un’inchiesta tanto clamorosa quanto discutibile
Tagliacozzo, all’alba del 31 marzo 2016, fu sconvolta da una spettacolare operazione dei carabinieri conclusasi con 4 arrestati e 12 indagati tra amministratori, dipendenti, imprenditori e professionisti.
Per l’allora sindaco Maurizio Di Marco Testa fu disposta la custodia in carcere che causò la caduta dell’amministrazione comunale. L’inchiesta – realizzata dai carabinieri della compagnia di Tagliacozzo guidati dall’allora capitano Edoardo Commandé e coordinata dal pm Roberto Savelli e dal procuratore Andrea Padalino Morichini – ebbe per la cittadina turistica anche un forte impatto mediatico e vide quasi tutta la stampa non solo locale svolgere un ruolo determinante, anche se con un non sempre cristallino rapporto tra giornalisti e inquirenti.
Nel corso di questi anni il traballante impianto accusatorio dell’inchiesta – che aveva preso le mosse 10 anni fa da un ESPOSTO presentato il 20 febbraio 2015 da Alfonso Gargano, assessore da poco defenestrato dalla giunta – si è squagliato come neve al sole: una dopo l’altra sono cadute le varie ipotesi di reato, con i conseguenti proscioglimenti e assoluzioni a catena. A mettere la parola fine, alcuni giorni fa, è stata la Corte d’appello dell’Aquila che ha dichiarato il “non luogo a procedere” per intervenuta prescrizione, anche per l’ultimo reato che era rimasto in piedi nei confronti dell’ex sindaco Maurizio Di Marco Testa, dell’ex assessore Angelo Di Marco e di Giancarlo Bonifaci.
Tutti gli amministratori e dipendenti comunali imputati nel processo e che via via in questi lunghi anni sono stati assolti con formula piena – come previsto dalla legge – hanno richiesto e ottenuto dal Comune il rimborso delle spese legali sostenute per difendersi nelle varie fasi procedimento giudiziario. Per questi rimborsi, il Comune di Tagliacozzo ha sostenuto, finora, una spesa che supera gli 80mila euro.
Intervista al sindaco Vincenzo Giovagnorio
Chiuso il processo penale con il velo pietoso steso dall’ultima sentenza della Corte d’appello, si avvia invece quello civile, con le richieste di risarcimento danni avanzate dal Comune nei confronti di Alfonso Gargano.
Per saperne di più sulle ragioni che hanno portato la Giunta comunale ad avviare una simile azione dinanzi al Tribunale civile, abbiamo inoltrato 10 domande all’attuale sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio.
Il sindaco non solo ci ha gentilmente inviato le sue risposte – che di seguito pubblichiamo integralmente – ma ha ritenuto necessario allegare alle stesse risposte anche un suo testo (da lui chiamato “Antefatto”), in cui Giovagnorio fornisce una interessante ricostruzione dei fatti, che consigliamo di leggere: fatti che, sempre secondo il sindaco, avrebbero preceduto la presentazione dell’esposto da parte di Gargano.
Per comodità, abbiamo pubblicato tale “Antefatto” in coda alla sua intervista. Buona lettura.
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DIECI DOMANDE di site.it al Sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio
DOMANDA: La Giunta comunale da Lei presieduta, nel maggio scorso, ha emanato la Delibera n. 116 /2024 con cui viene incaricato un avvocato di avviare dinanzi al Tribunale Civile di Avezzano, per conto del Comune, un’azione di risarcimento di “danni patrimoniali e non patrimoniali” nei confronti di un ex consigliere comunale. Perché avete deliberato in tal senso?
RISPOSTA: Avendo ricevuto un consistente numero di richieste di risarcimento di spese legali, sostenute dagli amministratori e dagli amministrativi del nostro Comune, coinvolti nella vicenda giudiziaria, nelle nostre prerogative di amministratori coscienziosi, abbiamo sentito il dovere di produrre e deliberare un atto amministrativo che avesse come titolo “Azione di risarcimento dei danni patrimoniali nei confronti di Alfonso Gargano dinanzi al Tribunale civile di Avezzano”.
Nelle premesse della delibera sono esplicitate le articolate motivazioni. Quindi, su proposta e con il voto del sottoscritto, il 30 maggio 2024 è stata deliberata la decisione della Giunta comunale n. 116, con il voto favorevole anche del Vice Sindaco Roberto Giovagnorio e dell’allora assessore Chiara Nanni. Furono assenti l’allora assessore Giuseppe Mastroddi e, per incompatibilità, l’assessore Angelo Poggiogalle.
Nelle premesse sono citati tutti i procedimenti penali che si sono poi conclusi con assoluzioni piene, quindi il Comune ha dovuto rifondere agli assolti le spese legali sostenute. Infatti è Giurisprudenza incontrastata che, qualora un amministratore o un amministrativo o un tecnico venga coinvolto in un procedimento giudiziario per fatti connessi all’espletamento del proprio mandato, se questo procedimento si conclude con l’assoluzione con formula piena, l’assolto ha diritto alla tutela legale e quindi alla refusione delle spese sostenute. Questo è previsto anche nel contratto collettivo nazionale dei lavoratori.
Il Comune, allo stato attuale (febbraio 2025) ha sostenuto un esborso di euro 80.916,08. Tale somma, oltre a configurare un ingente danno economico all’Ente, ha gravato sul nostro bilancio e pertanto su tutti i cittadini di Tagliacozzo, privandoli di eventuali servizi che avremmo potuto rendere se non avessimo dovuto affrontare la spesa dei sopraindicati rimborsi. A sostegno della fondatezza della nostra azione nei confronti del Gargano si rileva inoltre che la stessa Giudice Dott.ssa Anna Carla Mastelli nella sentenza di 1° grado depositata in data 04/02/2019 n° 916/RGNR scrive: “La piattaforma probatoria su cui si fonda l’accusa è rappresentata, in via principale, anzi esclusiva, dalle dichiarazioni del Gargano”.
DOMANDA: Tale azione legale è stata poi avviata? Se sì, al momento in che fase si trova?
RISPOSTA: Certo, è stata avviata e l’avvocato ha già provveduto ad iscrivere la causa al ruolo e a notificare l’atto all’interessato.
DOMANDA: Nella delibera in questione, si fa esplicito riferimento all’esposto presentato da Alfonso Gargano il 20 febbraio 2015, in cui l’allora consigliere comunale riferiva ai Carabinieri di “numerose fattispecie di reato poste in essere da amministratori, dipendenti, imprenditori e liberi professionisti locali…”. Si tratta di accuse gravi: nell’immediato quali effetti produsse – in particolare all’interno del Comune di Tagliacozzo – il procedimento giudiziario innescato da quell’esposto?
RISPOSTA: Nell’immediato ha portato ad una serie di “indagini” – a mio parere condotte con superficialità e poca competenza in materia amministrativa da parte degli inquirenti – che, oltre a produrre un impianto accusatorio alquanto inconsistente agli esiti stessi delle motivazioni espresse nelle sentenze di assoluzione, instaurò anche un clima di alta tensione all’interno degli uffici comunali. A quel tempo ero consigliere di minoranza e posso ben testimoniare la difficoltà, nella quotidianità lavorativa, ad affrontare con serenità le ordinarie attività amministrative, la risoluzione delle problematiche dei cittadini, la programmazione dei necessari interventi di manutenzioni o dei lavori pubblici, l’organizzazione delle attività culturali e ricreative che Tagliacozzo deve portare avanti per la vocazione turistica che le è propria.
Nel giro di pochi mesi dalla denuncia/esposto fatta dal Gargano, epilogo grave e gravoso di una vicenda personale tra Gargano e il sindaco Di Marco Testa (che espongo nell’antefatto che riporto, per lo storico, in coda a questa intervista), portò all’avvio di una serie di procedimenti che coinvolse 14 persone di cui 6 tra amministratori e dipendenti comunali (Di Marco Testa Maurizio Sindaco, Gabriele Venturini assessore, Angelo Poggiogalle assessore, Gianpaolo Torrelli Resp. ufficio lavori pubblici,l’Ing. Anna Calzetta Resp. ufficio urbanistica e la Dott.ssa Roberta Amiconi Resp. uff. amministrativo, oltre a professionisti ed imprenditori locali.
Mi sembra di ricordare che vi furono ulteriori 17 avvisi di garanzia, che poi si ridussero a 13, e altre misure interdittive per imprenditori e ditte locali. Tra l’altro gli arresti vennero eseguiti su mandato della Procura della Repubblica di Avezzano a pochi giorni dalla grande festa della Municipalità o del Volto Santo, periodo in cui spetta proprio all’Amministrazione comunale l’organizzazione degli eventi e il sindaco ne è principale attore e protagonista. Ancor più che in altri periodi dell’anno quindi, l’attenzione dei cittadini e delle tante persone che frequentano Tagliacozzo era rivolta verso le attività comunali. Fu veramente uno shock, non solo per chi subì quelle vicende in prima persona, ma, indirettamente, per gran parte della popolazione.
DOMANDA: Ad oggi, con particolare riferimento agli amministratori e dipendenti indagati, può riassumere l’esito del procedimento giudiziario?
RISPOSTA: L’assessore Gabriele Venturini, pur avendo subito l’arresto, in fase di udienza preliminare non è stato neanche rinviato a giudizio e quindi – caso clamoroso – è uscito dalla vicenda ancor prima di subire il processo. L’assessore Angelo Poggiogalle, mai audito in alcuna udienza, è stato assolto con formula piena da tutti i capi d’imputazione a lui ascritti. L’assessore Antonio Amicucci assolto con formula piena. Il responsabile del servizio tecnico Ing. Gianpaolo Torrelli, che subì come già detto l’arresto, assolto dai capi d’imputazione con formula piena. La responsabile del servizio urbanistico Ing. Anna Calzetta inizialmente indagata, non fu neanche rinviata a giudizio. La dott.ssa Roberta Amiconi, la cui richiesta di assoluzione, in fase finale di dibattimento, è stata formulata dallo stesso pubblico ministero che, per chi non è pratico di terminologie giuridiche, nel processo rappresenta l’accusa, è stata anch’essa assolta con formula piena poiché il fatto non sussisteva. L’arch. Carlo Tellone che aveva scelto il rito abbreviato, è stato parimenti assolto con formula piena e prima ancora del Comune di Tagliacozzo ha avviato un procedimento di risarcimento danni nei confronti di Gargano: tra l’altro gli è stato anche riconosciuto il risarcimento per ingiusta detenzione, quantificato dallo Stato in circa 1.500 euro. Tutti gli altri imprenditori, tecnici e persone coinvolte sono state assolte con formula piena anch’essi.
DOMANDA: Nei casi in cui un amministratore o un dipendente comunale viene assolto da accuse derivanti dalla loro attività nella pubblica amministrazione, cosa succede?
RISPOSTA: Come già detto, nella risposta alla prima domanda, hanno diritto alla refusione delle spese legali.
DOMANDA: Ad oggi, quanti degli amministratori e dipendenti comunali assolti dalle accuse hanno chiesto al Comune il rimborso delle spese processuali? E a che cifra ammontano le richieste di rimborso presentate finora al Comune?
RISPOSTA: Specifico che ad oggi gli amministratori e gli amministrativi comunali che hanno chiesto il rimborso sono nel numero di sei persone e l’importo totale, come già indicato, ammonta ad euro 80.916,08.
DOMANDA: Nella vostra Delibera di giunta, viene ravvisata la necessità di tutelare gli interessi del Comune di Tagliacozzo instaurando un’azione civile di risarcimento nei confronti dell’allora consigliere comunale autore dell’esposto che ha dato il via al procedimento giudiziario: in particolare, sostenete che esistano i presupposti per promuovere nei suoi confronti “un’azione di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali (danno reputazionale)”. Cosa intendete per “danno reputazionale” e come lo quantificate?
RISPOSTA: Per danno reputazionale intendiamo un danno all’immagine dell’Ente comunale, tenendo anche conto che Tagliacozzo, per l’attività culturale e la vocazione turistica è una realtà sempre molto attenzionata dagli organi d’informazione, oltre il fatto che è precipuo interesse del sottoscritto e dell’Amministrazione comunale salvaguardare la reputazione professionale e l’alta competenza dei dipendenti comunali coinvolti. La quantificazione del danno all’immagine o reputazionale sarà compito del giudice. Noi abbiamo solo quantificato e giustificato con i mandati di pagamento gli esborsi in denaro per la refusione delle spese legali.
DOMANDA: Oltre ai “danni patrimoniali e reputazionali”, secondo Lei quel procedimento giudiziario ha prodotto anche altri danni nell’attività politico-amministrativa della città? E se sì, quali?
RISPOSTA: Direi che la triste vicenda giudiziaria che coinvolse l’Amministrazione comunale nel 2016, provocò un terremoto amministrativo che ebbe gravissime ripercussioni nel tessuto sociale dell’intero Territorio comunale. Venne colpita e infangata, anche attraverso i turpi meccanismi della gogna mediatica, la dignità di persone, padri famiglia, professionisti, imprenditori e dipendenti pubblici. Nacquero e tuttora vivono forti risentimenti, difficilmente placabili, che hanno ferito forse irreparabilmente la tranquillità di questa generazione di tagliacozzani. La vicenda impedì inoltre che il mandato del sindaco Di Marco Testa giungesse a naturale scadenza a soli due mesi dalle elezioni.
Si consideri poi la pubblicità negativa conseguente agli arresti diffusa a mezzo delle reti televisive e organi d’informazione locali e nazionali. Da un punto di vista patrimoniale ed economico ribadisco, vieppiù nel caso di ulteriori assoluzioni, il grave danno al bilancio comunale che ha privato i cittadini di Tagliacozzo di servizi che l’Ente avrebbe potuto rendere se non avesse dovuto affrontare tali ingenti esborsi a titolo di rimborsi legali.
DOMANDA: Sindaco, se la sente di esprimere un suo giudizio più generale anche sulla genesi e sulla conduzione dell’inchiesta “Tagliacozzo mani pulite”? E sulla gestione mediatica dell’intera vicenda?
RISPOSTA: Sono nelle considerazioni precedenti gran parte delle risposte a questa domanda. La genesi scaturisce da un forte risentimento personale di Alfonso Gargano nei confronti del sindaco Di Marco Testa che, a poco meno di quattro mesi dall’elezione e dall’insediamento del Consiglio comunale, visse male la revoca delle deleghe assessorili e iniziò un’opposizione acerrima e troppo spesso pretestuosa nei confronti del Sindaco.
DOMANDA: Vuole aggiungere altro?
RISPOSTA: Qualche considerazione di ordine generale sul ruolo degli amministratori locali e in particolare sulla figura del sindaco che politicamente è l’unico eletto direttamente dal vero consenso degli elettori.
Ai tempi d’oggi gli amministratori locali portano avanti un lavoro estremante difficile poiché sono coloro che rispondono direttamente alle esigenze e alle problematiche dei cittadini, con limitatissime e mai bastevoli risorse economiche, con personale insufficiente per cui da un lato la norma ti impone di avere un tot numero di dipendenti, dall’altro la limitazione delle capacità assunzionali non ti permette di raggiungere quella quantità minima prevista.
Ricadono nella fattispecie sul sindaco enormi responsabilità sul piano sanitario, della sicurezza pubblica, amministrativo, civile e penale. Mi colpì una frase che una volta mi disse un anziano sindaco dell’alta Italia: “In questo momento, tu non lo sai, ma stai compiendo reati!”.
I sindaci e gli assessori svolgono al giorno d’oggi una vera e propria missione laica nella società civile italiana. Percepiscono la miseria di dodici mensilità che costituiscono una risibile paga solo retributiva e non contributiva, a differenza di consiglieri regionali o di deputati o senatori, ma sono il vero anello debole di tutto il sistema, facilmente attaccabili da qualche magistrato in cerca di visibilità e pubblicità!
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L’ANTEFATTO – (ricostruzione a cura di Vincenzo Giovagnorio)
Esordi politici di Gargano
Alfonso Gargano (nato il 26 maggio 1977, assunto in Polizia di Stato il 9 marzo 1998; il 13 giugno dello stesso anno perse il padre, imprenditore agricolo, sul quale si rovesciò una rotoballa; è entrato di ruolo il 29 settembre 2000 come agente; l’ultima promozione come Assistente Capo Coordinatore è del 9 marzo 2013), si candidò e venne eletto per la prima volta alla carica di consigliere comunale nella lista “Insieme”, presieduta da Dino Rossi (centrosinistra), eletto sindaco il 28 maggio 2006.
Si dice che venisse solleticato a candidarsi per fruire delle “ferie retribuite” per il periodo della campagna elettorale e con la promessa, in caso di elezione, di un riavvicinamento, cosa che poi avvenne perché venne eletto, anche con un discreto numero di preferenze.
Con lui, tra gli altri, era candidato, nella frazione di Villa San Sebastiano (la più grande e popolosa del comune di Tagliacozzo) anche Paolo Tellone con il quale si avvicendò, in seconda battura, in una staffetta assessorile concordata; infatti con provvedimento n. 20 del sindaco del 31 dicembre 2008, gli vennero conferite le deleghe alle frazioni, all’agricoltura e ai trasporti.
Gargano restò assessore con le deleghe sopra indicate fino al 6 ottobre 2009, allorché il sindaco Rossi azzerò l’intera giunta, sfiduciando il vice sindaco Alessandro Rubeo e l’assessore Giuseppe Venturini.
La nuova giunta Rossi, venne ricostituita nelle persone del vice sindaco Domenico Amicucci con delega alla cultura, istruzione, spettacolo e turismo; Pietro Mercuri agli affari sociali, sanità e volontariato; Angelo Motta all’ambiente e all’urbanistica; Claudio Scipioni all’agricoltura, commercio e frazioni, Vincenzo Rubeo alle attività produttive, manutenzioni, patrimonio e personale e di nuovo Alfonso Gargano con i lavori pubblici, le innovazioni tecnologiche, protezione civile, sport e politiche giovanili, fino alla fine del mandato il 15 maggio 2011.
Pur essendo di centro destra, durante il mandato amministrativo del Sindaco Rossi, essendo comunque la lista d’impostazione civica, Gargano si guadagnò la stima di alcuni maggiorenti locali di centro sinistra, tra gli altri il vice sindaco prof. Domenico Amicucci, che lo presero sotto la loro “ala protettiva”.
Negli ultimi mesi del mandato di Dino Rossi si legò politicamente anche al medico Pietro Mercuri (a quel tempo U.d.C.), anch’egli, come ricordato, assessore della giunta Rossi.
La nascita del gruppo politico de “La Parigina” e lo scontro Gargano – Di Marco Testa per le elezioni provinciali
Nel frattempo, venne affermandosi un gruppo di persone di centro destra, soprattutto esterne all’amministrazione comunale, denominato “La Parigina” (dal luogo ove si tenevano le riunioni e cioè il ristorante di Maurizio Di Marco Testa).
Non tutti gli esponenti locali di centrodestra ne facevano parte; se ne discostò quasi subito un gruppo di giovani (tra i quali il sottoscritto che era stato eletto consigliere di minoranza) rimasti “fedeli” all’ex sindaco Giampietro Pendenza (F.I. – anch’egli consigliere di minoranza); non aderì il gruppo di Pietro Mercuri (U.d.C.) e il gruppo di Alessandro Rubeo (A.N.), già vice sindaco di Dino Rossi.
Il “battesimo politico” del gruppo de “La Parigina” si celebrò con la candidatura alle elezioni provinciali del 28 marzo 2010 (un anno prima delle amministrative) di Maurizio Di Marco Testa nella lista “Forza Provincia” che, per tacito o concordato accordo (non ricordo bene) sarebbe dovuto essere l’unico candidato del centrodestra tagliacozzano alla competizione provinciale, così da poter essere matematicamente eletto.
A pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle liste provinciali però, saltò fuori anche la candidatura di Alfonso Gargano nella lista “Unione di Centro”, sollecitata e patrocinata da Pietro Mercuri, la quale provocò un’irritata reazione da parte del gruppo de “La Parigina” che si vide sfumare l’esclusiva della “piazza elettorale” di centrodestra locale e quindi la certezza dell’elezione.
I rapporti tra Maurizio Di Marco Testa e Alfonso Gargano (entrambi originari di Villa San Sebastiano) divennero tesissimi, tanto che incontrandosi in un locale del centro rischiarono anche di venire alle mani.
Le elezioni provinciali ebbero luogo quindi a fine marzo 2010 e videro la vittoria del centrodestra con il candidato presidente Antonio Del Corvo. Come da previsioni però nessuno dei due “antagonisti” del centrodestra tagliacozzano venne eletto consigliere: Maurizio Di Marco Testa prese 947 voti, Alfonso Gargano 749.
Verso le elezioni amministrative 2011
Il mandato amministrativo del sindaco Dino Rossi volgeva al termine e “l’ammucchiata politica” che ne aveva costituito la compagine, aveva sostanzialmente prodotto un blocco amministrativo che non concretizzò neanche la proposta della ricandidatura al secondo mandato.
Il gruppo de “La Parigina” nei pochi mesi che separavano le elezioni provinciali da quelle amministrative prese il sopravvento ed era lanciato, “vento in poppa”, per costituire una lista fortemente competitiva. Nel frattempo, il centrosinistra cercava di ricostruire una compagine concorrenziale intorno alla figura di Bruno Rossi che veniva affiancato da Roberto Giovagnorio.
Il gruppo di ragazzi denominato “Onda Giovane” costituiva una gradevole novità, sebbene proponessero nuovamente la figura di Giampietro Pendenza come capolista.
Nelle settimane di fermento che precedettero la presentazione delle liste, vagava in cerca di accasamento la “mina” di Alfonso Gargano che, da assessore uscente e frazionista, era un’ottima candidatura. Su di lui poi sarebbe confluito anche l’appoggio elettorale di parte del centro sinistra locale, facente capo all’ex collega di giunta prof. Domenico Amicucci, che non avrebbe più appoggiato Bruno Rossi a causa di screzi con Roberto Giovagnorio.
Dopo un primo approccio non andato in porto con il gruppo dei giovani di Gianpietro Pendenza, Gargano, che cercava di fiutare la coalizione vincente, veniva corteggiato assiduamente da Bruno Rossi al quale, in un primo momento, aveva dato una formale adesione. Tuttavia in città “la volata” sembrava essere tutta per il gruppo de “La Parigina” che però candidava come capolista l’acerrimo nemico Maurizio Di Marco Testa.
Alfonso Gargano era nella tormentata situazione in cui, pur volendo assolutamente essere eletto per amministrare di nuovo attivamente, ben sapeva che molto probabilmente Bruno Rossi non aveva grandi chance rispetto a Maurizio Di Marco Testa.
Questo “tormento” venne intercettato da chi operava dietro le quinte per la chiusura della lista “Fai partire la rinascita”, per cui, fomentando le ambizioni di Gargano e convincendo la riluttanza di Maurizio Di Marco Testa a far entrare in squadra un elemento sicuramente a lui ostile ma portatore di un gran numero di voti, a poche ore dalla scadenza del termine per la presentazione delle compagini elettorali, la lista de “La Parigina” imbarcò anche l’ultimo, impensabile e più prezioso candidato.
Alfonso Gargano fu primo degli eletti in assoluto con 317 voti! Fece fare anche dei manifesti di ringraziamento con la sua immagine. Secondo degli eletti, ma in opposizione con Bruno Rossi, Roberto Giovagnorio con 315 voti e terzo degli eletti, anch’esso in opposizione con Giampietro Pendenza, il sottoscritto con 201 voti.
Ecco i risultati con le preferenze di ogni candidato delle amministrative del 2011:

Inizi del mandato amministrativo di Maurizio Di Marco Testa
Con il successo elettorale con cui venne eletto, Alfonso Gargano pretendeva, oltre all’assessorato, forse anche la nomina di vice sindaco che tuttavia Maurizio Di Marco Testa riservò al più fidato Angelo Poggiogalle, decano dei consiglieri comunali. Ma non fu l’unica delusione per Gargano poiché egli avrebbe voluto anche la delega all’urbanistica che il sindaco invece tenne per sé, per seguire in prima persona la fase più delicata riguardante la redazione della variante al Piano regolatore generale.
Il 25 maggio 2011, in occasione del Consiglio comunale d’insediamento, il Sindaco Di Marco Testa dette comunicazione dei membri della sua Giunta: vice sindaco Angelo Poggiogalle, con deleghe al patrimonio, personale e manutenzione; Alfonso Gargano, con deleghe ai Lavori pubblici e all’ambiente; Gabriele Venturini al turismo, spettacolo, cultura, sport e innovazione tecnologica ed Ezio Rubeo assessore al bilancio e alle finanze.
Il “casus belli”
Fin da quel primo Consiglio comunale d’insediamento il 25 maggio, i rapporti tra Di Marco Testa e Gargano tornarono ad essere tesissimi, semmai fossero stati rasserenati in qualche momento precedente, anche per le delusioni di quest’ultimo rispetto alle aspettative della vicesindacatura e della delega all’urbanistica.
Fui testimone di uno scambio di battute in un corridoio retrostante l’aula consiliare, durante un’interruzione dello stesso Consiglio dovuta ad un malore del mio capogruppo Giampietro Pendenza, in cui Gargano apostrofò livorosamente il Sindaco che rispose a tono.
Evidentemente nei successivi 5 mesi, i rapporti si deteriorarono ancor di più, tanto che con provvedimento del sindaco n. 17 del 10 novembre 2011, ad appena cinque mesi di distanza dall’elezione, Maurizio Di Marco Testa dispose la revoca delle deleghe assessorili conferite ad Alfonso Gargano, e la rese pubblica nel Consiglio comunale del giorno successivo. Questa la parte saliente del provvedimento che poi è il vero casus belli di tutta la vicenda:
“…Osservato che, per raggiungere tale obiettivo, è necessario assicurare piena armonia e convinta condivisione del programma politico amministrativo all’interno della maggioranza consiliare che ha approvato detti indirizzi, nonché all’interno della giunta comunale che detto programma ha il compito di attuare;
Constatato, al riguardo, che si è affievolito il rapporto fiduciario con l’assessore Alfonso Gargano, in virtù dei reiterati comportamenti tenuti dallo stesso sia in sede consiliare sia giuntale, tali da minare l’armonia e la condivisione sopra richiamate;
Ritenuto pertanto di doversi avvalere dei poteri di revoca sopraccitati;
DISPONE
La revoca dell’incarico di assessore conferito al signor Alfonso Gargano, consigliere comunale.
A quel Consiglio comunale del giorno di San Martino 2011, arrivarono due pullman di persone da Villa San Sebastiano che protestarono vivacemente e folcloristicamente contro la destituzione di Gargano. In questo video di youtube è documentata quella protesta: per vederlo CLICCA QUI
Di lì in poi, Alfonso Gargano, pur dichiarandosi sempre consigliere di maggioranza, di fatto passò all’apposizione, in un crescendo di attacchi al Sindaco e all’Amministrazione comunale, per i quali quasi sempre chiedeva l’appoggio delle minoranze (Bruno Rossi che poi cedette il passo a Vincenzo Montelisciani e Roberto Giovagnorio; Giampietro Pendenza e il sottoscritto), ma che stingevano esageratamente sul personale, tanto che, negli ultimi tempi del mandato di Maurizio Di Marco Testa, risultarono ormai fuori luogo ed esasperanti anche agli occhi di chi lo aveva seguito fin dagl’inizi.
Emblematiche furono alcune vicende: la prima vide protagonista Paolo Rapo, primo dei consiglieri non eletti della lista di Maurizio Di Marco Testa, il quale con ricorso al T.A.R., chiese ed ottenne un riconteggio dei voti a discapito dei voti conteggiati per l’elezione di Angelo Di Marco, fedelissimo del sindaco. Alfonso Gargano ne seguì pedissequamente l’iter, accompagnando il mancato consigliere Rapo alle varie udienze e supportandolo in ogni azione. Il T.A.R. constatò che in effetti c’era stato uno sbaglio negli scrutini e riassegnò i voti mancanti a Rapo che entrò in Consiglio comunale a discapito di Angelo Di Marco che ne uscì.
Maurizio Di Marco Testa che fino a quel momento aveva “tifato” per quest’ultimo, riuscì a placare l’animo di Paolo Rapo e a “riacquistarne” la fiducia nonostante lo avesse avversato nel ricorso al T.A.R., concedendogli un assessorato, tolto a Ezio Rubeo che, naturalmente, cedette a malincuore.
In quel periodo la maggioranza non era quindi così granitica, tanto che Gargano, pur deluso dalla vicenda di Rapo, riuscì ad intercettare anche il malumore di altri tre consiglieri (Maria Antenucci, Antonio Stipano e Antonio Amicucci) e tentò di convincerli a fare un gruppo consigliare. Il tutto si spense quando uno dei tre, Antonio Stipano Amicucci, fu anch’esso nominato assessore.
Il resto dell’opposizione di Gargano con la fatidica denuncia e le sollecitazioni agli inquirenti è storia ben conosciuta e documentata dalla vostra testata.
Vincenzo Giovagnorio
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