L’artista avezzanese Mattia Barbonetti espone a Roma alla Galleria Arte Sempione

Alfio Di Battista
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Avezzano – Si è svolta nella settimana fra il 6 e il 12 ottobre a Roma, presso la Galleria Arte Sempione, la mostra delle opere di Mattia Barbonetti, artista avezzanese nato nella città fucense 24 anni fa, dove ha frequentato il liceo Artistico, Vincenzo Bellisario, diplomandosi in design della moda.

Subito dopo il diploma, Mattia decide di dedicarsi alla pittura ritenendo necessario dare spazio al suo estro espressivo senza intraprendere alcun percorso accademico. Il successo della mostra romana, curata dallo storico dell’arte Egidio Maria Eleuteri, è solo l’ultimo dei diversi riconoscimenti che gli sono stati già tributati nonostante la giovane età.

Il tocco dell’artista marsicano scivola sulla tela come un sussulto dell’anima, le cui vibrazioni si insinuano fra le tensioni cromatiche di paesaggi onirici dagli orizzonti indefiniti. Colori che fanno rumore, tonalità che planano su realtà mutevoli, come mutevoli sono le sensazioni che attraversano l’osservatore.

Barbonetti ama sperimentare, il suo ricorso a tecniche pittoriche che spaziano dall’astrattismo al futurismo passando per il surrealismo, gli consentono di ampliare una capacità espressiva già vasta, senza disdegnare l’impiego di materiali alternativi come sabbia marina o caffè, per esempio.

I soggetti che prendono forma nelle sue tele, sembrano arrivare dalle profondità più recondite della sua anima, come creature dell’abisso che tornano in superficie senza aver più paura della luce che ne delinea i contorni. E così la bellezza può esplodere senza alcuna remora, senza più il timore che l’incedere del tempo la renda effimera gioia e fugace sensazione di benessere.   

Osservare la purezza rappresentata nei suoi quadri è come tuffarsi nella vertigine del lato oscuro della luna, la parte sconosciuta del sé relegata nel buio, dietro le sbarre della paura che inaridisce la fonte originaria della vera natura di ognuno.

Ciò che resta al termine del percorso all’interno della galleria è senza dubbio un’esperienza immersiva che lascia spazio alla riflessione a chiunque abbia avuto modo di apprezzare l’opera di questo artista di cui certamente sentiremo ancora parlare.  

A seguire le opere esposte a Roma

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