Le Asl abruzzesi non saranno più quattro come oggi, la riforma Marsilio prevede tagli e accorpamenti

Una delle opzioni in campo sul piano di riforma della sanità abruzzese è la soppressione di alcune Asl

Alfio Di Battista
3 Minuti di lettura

Avezzano – Sempre più preoccupante il quadro che emerge sullo stato di salute del sistema sanitario regionale. Non solo il raddoppio dell’addizionale Irpef ma anche l’ammissione, del centrodestra, che i 40 milioni in più che pagheranno gli abruzzesi non serviranno a migliorare il servizio.

Il maggior gettito derivante dal raddoppio dell’Irpef servirà solo a rendere meno profondo il buco di bilancio di oltre 180 milioni, per metà garantito dallo Stato ma per l’altra metà a carico dei cittadini.

Dei 90 milioni che restano sul groppone degli abruzzesi, tolti i 40 dell’addizionale Irpef, gli altri dove li recupereranno? È presto detto: saranno tagli lineari a colpi di mannaia. Infatti, nel corso del suo intervento in commissione Bilancio, la Verì ha rivelato le vere intenzioni di Marsilio e dei suoi. Sopprimeranno qualche Asl, altro che PPI di Pescina e Tagliacozzo, l’obiettivo è ancora più ambizioso.

Dopo aver bollato gli attacchi dell’opposizione come esternazioni strumentali, che a suo dire, rientrerebbero nel gioco delle parti, è chiaro che per la Verì, la rappresentanza istituzionale è, né più, né meno, teatro, gioco delle parti. Una recita a soggetto praticata sulla pelle delle persone.

Ma veniamo alle fantasmagoriche linee strategiche della riforma sanitaria elencate dalla Verì nel corso dell’audizione. Si parte con la razionalizzazione della spesa. Questo lo si dice sempre, come il bianco, si abbina con tutto.

Si passa poi alla centralizzazione degli acquisti di beni e servizi e alla revisione del sistema di approvvigionamento dei prodotti farmaceutici. Restiamo sempre nel campo dei buoni propositi. Ed eccoci al blocco del turnover del personale non sanitario che evidentemente fa scopa con la chiusura di qualche Asl.

Quindi il colpo grosso: la riduzione delle Asl. Si avete letto bene. Vogliono ridurre le attuali 4 Asl ma ancora non è chiaro quante e quali resteranno. Passeremo da 4 a 2? Non si sa, ma si sono già attivati i ras locali e i cacicchi delle terre alte per difendere le aziende sanitarie con le unghie e i denti, un po’ come è già successo col tribunale di Avezzano.

In questo sfascismo dilagante però, non tutto è perduto perché la magnanima Verì si è già attivata per chiedere alla Commissione Nazionale della Salute una ripartizione più efficiente delle risorse destinate all’Abruzzo, in ragione della particolare orografia del territorio, in larga parte montuoso. Dopo sei anni se n’è accorta. Allora non resta che ringraziare per l’ottimo servizio reso.

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