La sala conferenze del Comune di Avezzano ha ospitato ieri sera un incontro pubblico organizzato dal Movimento 5 Stelle intitolato «Le ragioni del no», a una settimana dal referendum costituzionale sulla separazione delle carriere in magistratura e sulla riforma del CSM. Sul palco il senatore Stefano Patuanelli, il deputato Francesco Silvestri, il neo-eletto al Comitato di Garanzia Gianluca Castaldi e l’avvocato penalista del Foro di Avezzano Roberto Verdecchia, vicepresidente della locale Camera Penale.
Verdecchia: «Il referendum non ha ragione di esistere»
Il penalista ha smontato le argomentazioni pro-sì, a cominciare dalle dichiarazioni della Presidente del Consiglio. «Sento dire che se votiamo no avremo pedofili e spacciatori liberi. Sono follie, frasi emesse senza senso». Portando esempi concreti dal Foro — tra cui una sentenza della Corte d’Assise dell’Aquila in cui il giudice si è discostato dalle richieste del PM di assoluzione — Verdecchia ha sostenuto che l’indipendenza del giudicante esiste già nella pratica. Il vero problema, secondo lui, è strutturale: organici scoperti, tribunali soppressi, tempi dilungati. «Se la magistratura va riformata, non è a colpi di referendum ma con proposte legislative serie, sull’abuso di custodia cautelare, sulla legge Severino».








Patuanelli: «Il Paese discuta dei suoi problemi reali»
L’ex ministro ha allargato la prospettiva: inflazione, salari fermi, sanità pubblica in affanno. «Chi nell’ultimo anno ha avuto un problema con la sanità alzi la mano. Chi con la giustizia penale? Allora perché costringiamo il Paese a dibattere di una riforma della magistratura anziché dei suoi problemi reali?» Ha poi smontato il meccanismo del sorteggio ponderato con una metafora: «Se metti nel cassetto dieci calzini blu e ne estrai cinque a sorte, di che colore saranno? Se la politica sceglie la platea, controlla il risultato». Ha chiuso con i dati: la media europea è di ventidue giudici ogni centomila abitanti, l’Italia è a undici — ma con ventimila posti di personale amministrativo scoperti.
Silvestri: «Il Parlamento è diventato un luogo di perdita di tempo»
Il capogruppo alla Camera ha descritto un Parlamento svuotato: nelle ultime settimane lavori ridotti a pochi giorni effettivi, legge di bilancio approvata senza un solo emendamento della maggioranza, su esplicita richiesta di Palazzo Chigi. «Uno dei tre poteri si sta già mangiando gli altri due». Ha denunciato anche le intercettazioni di giornalisti critici verso il Governo e il disegno sistematico di indebolire gli organi di controllo: «Ci sono duecento miliardi di fondi pubblici sul tavolo. Quando la macchina degli appalti si mette in moto, la trasparenza non deve funzionare».
Castaldi: «Portate almeno un indeciso a votare no»
Castaldi ha ripercorso il filo delle norme varate dal Governo — dall’abrogazione dell’abuso d’ufficio alla limitazione della Corte dei Conti, dall’avviso preventivo agli indagati al taglio delle intercettazioni — come tappe di un unico disegno. «Valutatele una per una e chiedetevi per chi sono state fatte. Poi leggete la riforma e chiedetevi la stessa cosa». L’appello finale alla sala è stato diretto: «Non è importante che chi è già qui vada a votare no. È importante che ognuno di voi, la prossima settimana, porti almeno un indeciso a votare no. E per favore spiegate ai vostri conoscenti che il quorum non c’è».


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