LFoundry riassorbe il superminimo dalle buste paga dei lavoratori. Protesta la RSU

«Campanello di allarme sulla situazione aziendale nella quale stride sempre di più l’incoerenza tra quanto viene prospettato e quanto viene vissuto dalle lavoratrici e lavoratori sulla propria pelle.»

Alfio Di Battista
Alfio Di Battista
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Avezzano – Duro comunicato della RSU LFoundry che stigmatizza la decisione dell’azienda di riassorbire i superminimi in busta paga che, secondo la rappresentanza sindacale unitaria, sono stati una voce importante per mitigare l’impatto dell’inflazione balzata a livelli elevatissimi in questi anni.

Il superminimo è una voce del cedolino usualmente riconosciuto al lavoratore, dal proprio datore di lavoro, come aumento ad personam concordato fra le parti, ed è un compenso che va a sommarsi al minimo contrattuale previsto dal CCNL.

Per la RSU non ci sarebbe alcuna ragione che giustifichi tale scelta, del tutto slegata da fattori esterni come potrebbe essere, per esempio, una crisi del settore. Scelta che fra l’altro, secondo il sindacato, si palesa dopo anni di considerevoli profitti.

«Di fatto si disconosce lo storico del dipendente e si accampa un maggiore diritto a dire oggi chi è meritevole, dopo che in questi anni abbiamo sperimentato l’arbitrio nell’esercizio personalistico del potere proprio attraverso l’uso dello strumento di valutazione come clava e svuotato di qualsiasi intento costruttivo.» questa l’amara constatazione della RSU che non manca di rincarare la dose.

Secondo il sindacato, l’azienda non dialoga con le maestranze, né attraverso i rappresentanti sindacali né con i propri quadri intermedi. La decisione del riassorbimento dei superminimi sarebbe stata comunicata unilateralmente a meno di ventiquattro ore dall’emissione delle ultime buste paga.

Comportamento quest’ultimo, giudicato molto scorretto dai rappresentanti dei lavoratori, a cui sarebbe seguita una comunicazione formale che, per loro, manifesterebbe la volontà dell’azienda di decidere in maniera arbitraria chi sarà meritevole o meno del superminimo.   

«Questo non è che l’ennesimo campanello di allarme sulla situazione aziendale nella quale stride sempre di più l’incoerenza tra quanto viene prospettato e quanto viene vissuto dalle lavoratrici e lavoratori sulla propria pelle, aumentando, se mai fosse possibile, lo scollamento e la demotivazione.»

Secondo la RSU l’azienda ha perso un’occasione per fare una cosa eticamente più equa, soprattutto in un momento come questo, con lavoratrici e lavoratori, che a tutti i livelli, sono pressati da carichi di lavoro spesso al limite della tenuta psico-fisica della persona.

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