Come la prospettiva dell’ATO per i rifiuti sta avvelenando la politica locale. Interessi enormi. Amministrazioni fragili. Pretese emergenze per lo smaltimento prodotte ad hoc e che hanno un solo fine: consentire di andare a trattare in posizioni di forza quando, prima o poi, l’immondizia passerĂ all’AdA

Era inevitabile, attesa, persino necessaria (soprattutto in prossimitĂ delle elezioni provinciali): al cafone fontamarese viene in questi giorni propinata l’ennesima solenne rifregatura da parte di Aciam, sotto forma di un secchietto per l’umido il cui utilizzo, da solo, dovrebbe far schizzare la raccolta differenziata dei rifiuti – ferma a quota tanto imbarazzante quanto fuorilegge – sino al 35 per cento. Con tutta evidenza, ci si trova in presenza di un pietoso tentativo di indorare la mefitica pillola della discarica di «Valle dei fiori»; tentativo al quale allegramente si accompagnano gli sconclusionati cori entusiastici dell’amministrazione comunale di Pescina, totalmente prona ai voleri di quel mega partito politico trasversale (superfetazione cioè di destra e sinistra) che fa capo all’azienda consortile che (s)governa il ciclo dei rifiuti nella nostra disgraziata zona.
Partito ricchissimo, quello dell’Aciam, che gestisce un mare di soldi (in gran parte nostri), e che sino alla costituzione dell’AutoritĂ d’Ambito unica per l’intera provincia ha in carico, in house, attraverso una miriade di convenzioni chiuse con i comuni (che stabiliscono clausole le piĂą varie, differenti e bizantine), l’immondizia di gran parte della Marsica e, ormai, di porzione non trascurabile dell’Aquilano.
In questi tempi, una micidiale partita per la sopravvivenza del gruppo di potere che regna in Aciam si sta giocando su diversi tavoli, proprio in previsione della sopravvenienza di un’unica entitĂ che dovrebbe raccogliere il pesante fardello della gestione dei rifiuti in tutta la Provincia, mentre le tante convenzioni stabilite con i singoli Municipi volgono temporalmente allo scadere (e per rinnovarle non basterĂ , come per il passato, votarsi all’emergenza e magari derogare alle norme nazionali in materia di gare).
Passa anche per Pescina, questa partita. Giunge a fagiolo, per far trovare tutti dinanzi al fatto compiuto, la realizzazione della discarica di «Valle dei fiori», che per le menti elette di Aciam dovrebbe andare a formare, con il cosiddetto impianto di compostaggio di Aielli, la rete integrata richiesta dalla norma regionale vigente per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Chi potrĂ fare a meno di questi due impianti, nell’immediato futuro? Chi potrĂ mai abbandonare Aciam (o la super Aciam provinciale) senza andare incontro a problemi ? Soprattutto: chi avrĂ mai la forza di farlo? La pensata è semplice, e tutela la componente privata del Consorzio ponendola in un botte di ferro, qualunque sia la forma che assumerĂ il gestore unico dei rifiuti. La discarica sarĂ di proprietĂ dell’Aciam mentre l’impianto di compostaggio lo è di giĂ , chi vorrĂ liberarsi dei rifiuti volente o nolente dovrĂ fare i conti con il Consorzio. E ciò in spregio alla elementare considerazione che l’impianto di Aielli, per la cui realizzazione Aciam ha acceso un mutuo, sia giĂ stato preso in carico per un terzo dai cittadini abruzzesi attraverso un contributo regionale (DOCUP) di quasi tre milioni di euro e che per un altro terzo finirĂ sulle spalle dei contribuenti per mezzo dei Comuni soci del Consorzio. Alla fine, la spendita di questo prezioso sito aiellese sarĂ in capo ad una lobby, che certo non esprimerĂ la volontĂ della popolazione, e men che meno ne curerĂ gli interessi. Se solo si riflette sul fatto che nelle tariffe che Aciam propina ai Comuni è ricompresa la cosiddetta ecotassa che il comprensorio paga perchĂ© non garantisce livelli minimi di raccolta differenziata (ergo: perchĂ© Aciam non assicura un servizio tecnicamente efficiente), bene si comprende il meccanismo perverso nel quale noi si sia finiti: il conferimento dell’immondizia (indifferenziata) si paga a peso, per intero, al chilo che si carica, e poi l’inadempienza di Aciam sulla differenziata ci viene pure accollata… da Aciam! Paghiamo due volte (i giudici della Repubblica italiana stanno fortunatamente cominciando a sanzionare amministrazioni e consorzi per tale inadempienza). Ma se nessun socio dice nulla vuol dire che va bene così…. D’altronde nessuno ha avuto da ridire sulla esorbitante cifra che Aciam (cioè, noi contribuenti, per due terzi) ha sborsato per «acquisto terreni ed altri oneri» del sito di Aielli: quasi novecentomila euro! Una vera follia… significa che va tutto bene…peccato che poi il servizio sia quello che tutti ricaduta ultima dell’inefficienza complessiva, le nostre campagne ricolme di rifiuti ingombranti e non…
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Alcuni corifei dell’Aciam – compagine sempre accogliente, e che ha infiniti modi di manifestare la propria gratitudine, ed i mezzi non glimancano certo – ci vanno raccontando, almeno a Fontamara, una serie di volgari panzane che dovrebbero, nella piĂą pura tradizione cafonesca del tre quarti e tre quarti, convincerci della bontĂ di quanto prospettatoci dal novello Impresario di siloniana memoria.
Vediamone qualcuna, opportunamente postillata, chiedendo sin d’ora venia per l’offesa all’intelligenza che complessivamente rappresentano e glissando sugli incredibili altri aspetti tecnici sui quali abbiamo giĂ tediato il lettore negli ultimi tre anni.
Una volta realizzata la discarica, vi verrĂ abbassata la tassa…
Per il 2009 il municipio di Pescina ha alzato la tariffa del 15%, come viatico non è male….
Siamo in emergenza…
In emergenza si trova Avezzano. Fermo rimanendo che Pescina, San Benedetto e Ortona dei Marsi hanno una discarica approvata che possono cantierare domattina (Sbirro morto), noi con un minimo di differenziata possiamo cavarcela producendo un camion da inviare a Cerratina (Lanciano) o a Tufo Colonico (Isernia)… senza chiamarcene una decina al giorno sulle nostre strade…
L’immondizia la produciamo, e da qualche parte dobbiamo pur metterla…
Certo, solo non si comprende perchĂ© quando si tratta di prendere uffici e guarentigie Avezzano sia in prima fila e a noi non tocca mai, mentre l’immondizia vorrebbe rifilarla a noi…La reciprocitĂ … Avezzano ha quarantamila abitanti, Pescina quattromila: per ogni dieci discariche fatte da Avezzano – ammesso noi si voglia legare il nostro destino ad una cittĂ che non ricapa mezzo etto di rifiuto – ce ne tocca una a noi… e siccome sinora loro ne hanno fatta soltanto una (Santa Lucia), gliene mancano ancora nove…a voler esser disponibili, dopo averne viste cinque nel nostro capoluogo marsicano possiamo prendere in considerazione l’idea di caricarcene una noi a Fontamara…
A «Valle dei fiori» andrà soltanto il sovvallo!
Una certa vulgata pretende che il rifiuto che dall’impianto di Aielli prenderĂ la via di «Valle dei fiori» (a proposito: nessuno ci ha ancora risposto sulla connessa questione della circonvallazione che dovrĂ inevitabilmente tagliare Pescina fuori dal percorso dei camion) sia una squisitezza che, volendo, potremmo anche mettere in giardino per far crescere i fiori… La norma nazionale impedisce sin dall’anno 2003 che il rifiuto indifferenziato sia conferito, tal quale, in discarica. L’Aciam ha provveduto a mettersi “in regola” attraverso la realizzazione dell’impianto di trattamento meccanico biologico di Aielli. In questo sito, teoricamente, il rifiuto portato dai compattatori viene in minima parte ridotto di volume ed omogeneizzato separando la componente umida (FOS) dal resto. Questo resto però è quasi “tutto”, oltre il 70% del rifiuto complessivo, scontando questo il difetto originario di non essere stato differenziato in origine (si tace sul fatto che nella prima redazione del progetto di discarica si prevedeva di avviare a «Valle dei fiori» anche il FOS, oltre che il sovvallo: ovvero la totalitĂ del rifiuto: questo perchĂ© il progetto era accurato e rispettoso dell’ambiente).
Ebbene, a noi non spaventa tanto la regola, a noi in Abruzzo preoccupano le eccezioni…
Ancora in dicembre 2009 la Giunta regionale è dovuta tornare sulla costituzione dell’ATO 4 dei rifiuti (quello che dovrebbe ricomprendere tutti i comuni della Provincia di L’Aquila attraverso la riunificazione di Aciam, Segen, Sogesa, Asm) procrastinando ulteriormente il termine ultimativo giĂ fissato in estate per la sua costituzione. Nello stesso tempo, la Regione ha per l’ennesima volta derogato alla norma consentendo, «per accertate ed indifferibili necessitĂ , sentite le Province ed i soggetti interessati […], il conferimento di rifiuti di origine urbana in impianti autorizzati di smaltimento e/o trattamento, ubicati in Province e/o ATO diversi, sino al 30 giugno 2010».
Peccato che, dopo aver misteriosamente stoppato una prima volta l’accesso del rifiuto marsicano intorno a Natale, da Lanciano hanno fatto comunque sapere che loro dei rifiuti di Avezzano e dintorni non ne vogliono piĂą sapere:
31/01/2010 – Rifiuti: a Lanciano scaricheranno solo comuni consorzio
Dal prossimo primo marzo sara’ vietato il conferimento dei rifiuti nella discarica di Lanciano (Chieti) ai Comuni che non sono soci del Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti frentano. Lo ha deciso l’assemblea dei 53 sindaci soci dell’ente, che ieri sera ha votato – con i voti della maggioranza di centrodestra e l’astensione dei rappresentanti del centrosinistra – una delibera che blocca i conferimenti extraconsortili nell’impianto di Cerratina. Una decisione assunta perchĂ© la discarica, a causa proprio dei conferimenti extraconsortili, rischia di esaurire la propria capacitĂ nel 2013. Ma si e’ trattato anche di un provvedimento che vuole essere da stimolo alla Regione Abruzzo, che ancora non assume alcuna decisione sulla costruzione di nuovi impianti di smaltimento, facendo fronte ad ogni necessitĂ ricorrendo alla discarica di Lanciano. “Che – ha puntualizzato il sindaco di Lanciano Filippo Paolini – ad oggi ha utilizzato il 60 per cento della sua capienza per le esigenze di Comuni che non fanno parte del nostro territorio, compresi quelli della Campania”. D’accordo con Paolini anche l’assessore provinciale, nonchĂ© sindaco di Fara San Martino (Chieti) Antonio Tavani, che ha criticato la scelta della Regione di concedere un contributo di unmilione e 400mila euro al Consorzio Civeta di Vasto (Chieti), che invece non accoglie tutti i rifiuti organici del Frentano, tanto che molti Comuni sono costretti ad utilizzare altri impianti. Oltre ad una decina i Comuni del Teramano e del Pescarese che conferiscono il proprio pattume a Cerratina, anche la Marsica avrĂ circa un mese di tempo per trovare soluzioni alternative.
(http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio-news/lanciano-(chieti)- 15:28/3750906)
Si comprende dunque il nervosismo dell’assessore Stati (ma in questa partita stanno tutti uniti, destra e sinistra), che bene ha a mente la paradossale situazione del Comune di Avezzano, socio di riferimento di Aciam e sprovvisto di un sito nel quale smaltire la propria immondizia dopo la chiusura della discarica di Santa Lucia:
«La Regione Abruzzo», dice l’assessore all’Ambiente Daniela Stati «è interessata ormai da alcuni anni da situazioni di criticitĂ che, in alcuni territori provinciali, non sono sfociati in emergenza ambientale solo grazie ad interventi tampone,rappresentati dall’utilizzo di impianti di smaltimento ubicati in altre aree provinciali (Chieti e Pescara) ed extraregionali (Isernia)». La situazione regionale richiede dunque «la massima attenzione e impegno straordinario da parte di enti locali e dai consorzi comprensoriali rifiuti», a cui competono l’attuazione del Piano regionale rifiuti. «Prioritarie sono le attivitĂ di prevenzione, di riduzione della produzione dei rifiuti, di preparazione al riuso e di riciclaggio e recupero energetico», dice la Stati, «ma è anche necessario, da parte delle AutoritĂ preposte ai vari livelli, prendere urgenti e definitive decisioni, che non sono piĂą rinviabili»
(Il Centro, 21 gennaio 2010).
A voler pensar male, le decisioni non rinviabili a cui accenna l’assessore fanno pensare, piĂą che alla realizzazione dell’ATO 4, alla firma che il dirigente del Servizio Gestione Rifiuti della Regione, si è per lungo tempo rifiutato di apporre sul progetto di «Valle dei fiori». Non dubitiamo che lo stesso dirigente (Franco Gerardini) stia passando qualche momento non particolarmente piacevole, mentre il fatto che si sussurra siano in atto tentativi per far modificare la classifica del sito sopra Cardito da parte dell’AutoritĂ di Bacino la dice lunga sulla difficoltĂ tecnica e dei tecnici di far passare sotto acquiescenza un monnezzaro assurdo come quello propinatoci.
In realtà «Valle dei fiori» è una pezza a colori con la quale qualche politicante vuole parare, temporaneamente, solo il proprio culo. Il paravento della sedicente emergenza è a doppio taglio, giacchĂ© se da un lato dovrebbe costringere le persone responsabili a far presto (ma presto non si può, dove non è possibile) e ad acconsentire, dall’altro mostra cosa potrebbe accadere in presenza di qualsiasi altra improvvisa futura crisi si dovesse registrare in Abruzzo e nelle regioni limitrofe, quando con una semplice carta di Chiodi potrebbero esserci convogliati rifiuti di ogni tipo, nella tanto agognata discarica. Chi potrĂ mai garantire che ciò non avverrĂ ?
Quando andremo a votare, a marzo, poniamoci la questione, scegliendo, nell’urna, persone che ci garantiscano di non accettare supinamente questa discarica degli orrori. Restituiamo il problema a chi ce l’ha, ovvero ad Avezzano ed Aciam.
Il Martello del Fucino – foglio volante di Fontamara
[5 febbraio 2010]
