Al Teatro Don Orione la serata di Casa Riformista con il candidato sindaco Roberto Verdecchia e l’ex ministra. Nel mirino la gestione Marsilio della sanità e i fondi del Masterplan mai spesi. Dieci giorni al voto
Avezzano, 14 maggio 2025 – Applausi calorosi e una certa consapevolezza della salita da affrontare. La serata della campagna di Casa Riformista per le elezioni amministrative di Avezzano si è svolta al Teatro Don Orione, con ospite d’onore l’onorevole Maria Elena Boschi, deputata e figura di riferimento del partito. Al suo fianco, il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Roberto Verdecchia e una platea di candidati, ex amministratori e militanti provenienti da tutta la Marsica. Mancano dieci giorni al voto del 24 e 25 maggio.

«La tessera del sindaco? Un insulto ai cittadini»
Ad aprire i lavori è Luigi Bianchi, referente locale di Casa Riformista e componente del direttivo regionale, che non risparmia critiche all’amministrazione uscente né alla coalizione avversaria. Bianchi descrive il centrodestra locale come una coalizione «nata dalle divisioni» e da una «lotta interna in Forza Italia» da cui sarebbe emerso l’attuale candidato sindaco. Lo accusa di aver riempito la città di cantieri negli ultimi tre mesi di campagna elettorale — «un insulto all’intelligenza delle persone» dopo cinque anni di tempo disponibile — e di aver costruito un sistema di «dieci liste» funzionale non ai cittadini ma alle ambizioni dei singoli consiglieri.
Tra i passaggi più duri, quello sulla cosiddetta «tessera del sindaco», distribuita alla manifestazione al Castello Orsini: un documento che avrebbe consentito ai possessori un accesso privilegiato al dialogo con l’amministrazione. «Una cosa di una gravità incredibile — tuona Bianchi— che divide i cittadini in serie A e serie B». E ancora: «Noi invece parliamo di collegamenti, di anziani senza servizi, di giovani senza strutture sportive, di un mondo industriale drammaticamente abbandonato».

La Marsica che non attrae: lavoro, infrastrutture e tribunale
Il confronto tra candidati sindaci svoltosi durante la giornata — citato più volte dagli intervenuti — aveva già messo in luce le principali partite aperte sul territorio. Un ex amministratore, già sindaco di Gioia dei Marsi, interviene rivendicando la visione di una Marsica come «testa e cuore» di un organismo più ampio, troppo spesso schiacciato tra L’Aquila e Pescara. Chiede un’identità politica coerente: «Non saremo mai né carne né pesce. In Casa Riformista penso di aver ritrovato questo».
Tra i temi più dibattuti, la crisi del tribunale di Avezzano: il candidato sindaco Roberto Verdecchia ricorda che dal 2015 la sede è in proroga e che al 31 dicembre 2026 scadono i termini — dopodiché tutte le udienze rischiano di essere trasferite altrove. «Togliere un tribunale su un territorio come questo significa allentare le briglie. Siamo già terra di conquista tra Roma e il napoletano». Critica anche il possibile ridimensionamento della compagnia dei Carabinieri e il rischio di perdere il commissariato di Polizia, con 130.000 abitanti della Marsica da tutelare.
Si parla di trasporti — «eliminiamo o riduciamo i pedaggi autostradali» — e di ferrovia, con la linea Roma-Pescara che inesorabilmente perde colpi appena supera Tivoli per inerpicarsi sui monti. Si discute della crisi della LFoundry e del rischio di 1.300 esuberi che sconvolgerebbero un territorio che rappresenta il 16% del PIL regionale. E poi del degrado urbano: marciapiedi sollevati in pieno centro, alberature non curate, frazioni dimenticate.
Sul fronte urbanistico, emerge il dato sconcertante dei 2.766 condoni edilizi ancora inevasi, con soltanto 200 pratiche smaltite tramite collaboratori esterni, ciascuna a 150 euro: «Finché si semina così, questa città non riuscirà mai a sanare quello che è sanabile».

Boschi: «Meloni non è venuta nel collegio che l’ha eletta»
Il momento più atteso della serata è l’intervento di Maria Elena Boschi. L’ex ministra — reduce da un doppio appuntamento marsicano, con Pescina nel pomeriggio — arriva con qualche minuto di ritardo ma subito trova il ritmo. Il suo discorso si muove su tre livelli: il contesto nazionale, la dimensione regionale e l’appello diretto agli elettori avezzanesi.
Sul piano nazionale, Boschi attacca frontalmente il Governo Meloni. «Giorgia Meloni si è ben guardata dal venire a fare campagna elettorale in quello che è il suo collegio», osserva con sarcasmo. Il motivo, secondo lei, è chiaro: «Rispetto a qualche mese fa non è più un valore aggiunto per il centrodestra portare i ministri, portare la Presidente del Consiglio a fare campagna elettorale». Un segnale, a suo dire, confermato anche dall’esito del recente referendum costituzionale: «Credo che anche persone che in parte condividessero la riforma abbiano espresso un voto sull’operato di questi quattro anni di Governo».
Boschi cita il confronto televisivo con un sottosegretario leghista che l’avrebbe avvertita che «è pericoloso girare da sola per strada la sera». La sua replica: «Ti ringrazio dell’avvertimento, ma visto che siete al governo da quattro anni, la responsabilità è anche vostra». Poi aggiunge: «La sicurezza non si fa solo con le forze dell’ordine. Si fa tenendo le città vive, con i negozi aperti, i teatri, i cinema, le attività per i giovani».
Il quadro che dipinge dell’Italia governata dal centrodestra è quello di un Paese in cui il Premier «racconta un Paese che non c’è»: «Sfido a trovare una persona che dica che sta meglio di quattro anni fa — sull’immigrazione, sull’economia, sul piano casa, quante promesse sono state mantenute?». E ancora, l’attacco sulla sanità: «Gli italiani non fanno i conti su quanti giorni Meloni è a Palazzo Chigi. Fanno i conti su quanti giorni mancano alla pensione, se riescono a fare la spesa, se quest’anno possono permettersi le ferie».

Il Masterplan dimenticato
Sul piano regionale, l’intervento di Boschi si fa più tecnico e più personale. Ricorda il Masterplan per l’Abruzzo, il grande programma di investimenti infrastrutturali varato ai tempi del Governo Renzi, di cui fu promotrice come ministra: «In larga parte inattuato sotto la gestione Marsilio, sia nella prima che nella seconda legislatura. E nel nostro caso specifico le risorse stanziate furono addirittura tolte».
Critica il Presidente della Regione per aver chiesto al Capo dello Stato — anziché al Governo del suo stesso colore — maggiori risorse per la sanità regionale: «Un assurdo inascoltabile. Il Presidente della Repubblica non decide le risorse della sanità». E cita il debito crescente nelle ASL abruzzesi, con le USSL che, secondo fonti locali, starebbero chiedendo ai medici di medicina generale di prescrivere meno visite e meno farmaci per rientrare nei budget.
«Siamo usciti dal commissariamento sanitario grazie al nostro Governo — sottolinea Boschi — e adesso rischiamo di tornarci per la cattiva amministrazione di questa Regione».

«Il destino ce lo scriviamo noi»
Chiudendo il suo intervento, Boschi cita Ignazio Silone — di cui si erano celebrate le memorie a Pescina nel pomeriggio, a ottant’anni dall’Assemblea Costituente: «Silone diceva che il destino è la parola che sceglie chi è vigliacco e chi è chiuso in sé stesso. Non c’è nessun destino già scritto. Ce lo scriviamo noi con le scelte che facciamo».
Un appello diretto a rompere l’astensionismo e a sostenere Verdecchia il 24 e 25 maggio, in quella che la stessa Boschi definisce «una tornata importante non solo per Avezzano ma per tutto il centrosinistra italiano», citando la capacità dimostrata altrove — «dalla Campania alla Toscana» — di governare bene dopo aver vinto insieme.

Roberto Verdecchia: «Dieci giorni per non lasciare niente di intentato»
A chiudere la serata è il candidato sindaco Roberto Verdecchia, che prende la parola dopo aver ricevuto simbolicamente dalla mano del moderatore una copia del programma elettorale della coalizione. Verdecchia— che si dichiara candidato «a basso rischio e pericolo» in senso ironico, ma con una «visione diversa» dall’amministrazione uscente — rilancia il tema dell’ospedale civile di Avezzano («12 ore di fila per quattro punti di sutura»), dei hub sanitari satelliti come Pescina e Tagliacozzo da tenere aperti, e della necessità di un raccordo politico con Roma che una lista civica pura non potrebbe garantire.
«Questi sono gli ultimi dieci giorni — dice — e sono i più importanti. Dobbiamo tornare a chiedere i voti ed essere credibili, non lasciare niente di intentato». L’ultima parola va alla lista: una ventina di candidati, presentati uno per uno , che formano la squadra di Casa Riformista a supporto della coalizione del Patto per Avezzano.
Il Teatro Don Orione si svuota lentamente, con qualche stretta di mano e qualche selfie. Fuori, la campagna elettorale entra nella sua settimana decisiva.


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