Luco dei Marsi – Comune rimette in sicurezza discenderia secondo Emissario Torlonia

Per richiudere l’accesso al cunicolo – sembra di competenza del Consorzio di bonifica - alla fine è dovuto intervenire l’Ufficio tecnico del Comune che ha eliminato il pericolo per la pubblica incolumità. Foto dell’interno della galleria

Angelo Venti
Angelo Venti
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Il problema è stato subito risolto con una chiusura in ferro e un cartello di pericolo. Prima che il Comune intervenisse, nell’ingresso della discenderia – che conduce al Secondo Emissario Torlonia che convoglia le acque del Fucino verso la centrale idroelettrica di Canistro – era presente un’ampia breccia che consentiva il libero accesso a chiunque.

A rendere pubblica la situazione di rischio per la pubblica incolumità era stata la nostra testata, con questo articolo qui:

Subito dopo la pubblicazione del nostro articolo, la sindaca di Luco dei Marsi Marivera De Rosa ha disposto l’immediato sopralluogo dell’area, eseguito a cura del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Piergiorgio Iannuzzi e della responsabile della Polizia locale Giovanna Ciccarelli: l’intervento di messa in sicurezza è stato portato a termine nella mattinata di ieri dagli operai del comune guidati da Nicola Di Felice.

Ricordiamo che l’area si trova a Luco dei Marsi in località Petogna, ed è situata a ridosso della Strada Circonfucense, vicino all’incrocio con Strada 45: a segnalare a SITe.it la situazione di pericolo era stato un pensionato, Tommaso Fina, che ha un terreno nelle vicinanze.

Come si vede dalle nostre foto, questa era la situazione precedente all’intervento del Comune per la messa in sicurezza: la breccia nel muro era abbastanza ampia e non esisteva alcuna chiusura, l’area di pertinenza non ha alcuna recinzione e non erano presenti nemmeno cartelli di pericolo o di divieto d’accesso.

La galleria ha una ripida pendenza ed è percorribile per una sessantina di metri: il percorso, completamente al buio, si interrompe su una pozza di acqua stagnante che raggiunge la volta. Così commentava la situazione lo stesso Tommaso Fina: Se qualcuno che non sa di cosa si tratta, magari un bambino, entra incuriosito nella galleria: c’è però il rischio che può finire nell’acqua, soprattutto se la pavimentazione in forte pendenza ghiaccia durante l’inverno”.

Il pericolo rappresentato dalla breccia presente nell’ingresso della discenderia è stato per il momento eliminato grazie al prontro intervento del Comune di Luco dei Marsi. Resta però senza risposta una domanda: di chi è la competenza sul Secondo Emissario Torlonia?

Come spesso succede in Italia, capire di chi è la competenza a intervenire per risolvere un problema urgente di questo tipo, rischia di essere un compito arduo: per districare la matassa proviamo a procedere per ordine.

Questi i tre elementi da tenere in considerazione: l’imbocco della discenderia ricade nel territorio comunale di Luco dei Marsi; si trova all’interno della Strada Circonfucense; è un’opera sicuramente da considerarsi direttamente connessa al Secondo Emissario Torlonia.

Ad avere la competenza sui canali di scolo del Fucino e sul primo emissario – quello cioè realizzato nel XIX secolo e che dall’Incile porta l’acqua del Fucino fino sotto a Capistrello – è sicuramente il Consorzio di bonifica ovest.

La discenderia in questione, però, non fa parte del primo ma del secondo emissario, quello cioè che partendo sempre dall’Incile l’acqua la porta non a Capistrello ma nella centrale idroelettrica di Canistro. Almeno fino all’ultimo passaggio di proprietà, questo secondo emissario era gestito dalla Cartiera di Avezzano, che era anche proprietaria della centrale idroelettrica: di chi è ora la proprietà e soprattutto a chi spetta la manutenzione e la gestione della sicurezza?

Questa nuova opera, realizzata durante i primi anni della seconda guerra mondiale, fu ultimata nel 1942. La sua sezione è minore rispetto all’emissario ottocentesco (appena 12 mq contro i 19 mq) ma grazie alla maggiore pendenza, il secondo emissario ha grosso modo la stessa portata del primo.

Esistono anche altre differenze, tra cui il tracciato: mentre il primo emissario convoglia le acque del Fucino dall’Incile nel fiume Liri all’altezza di Capistrello, il secondo sempre dall’Incile le porta invece fino alla centrale idroelettrica di Canistro: scarica le acque sempre nel Liri ma più a valle, così è quindi possibile sfruttare il maggiore salto per la produzione di energia elettrica.

Il secondo emissario – che è tutt’ora in funzione – fu realizzato soprattutto per sfruttare l’acqua accumulata nell’enorme bacino imbrifero del Fucino anche per la produzione di energia elettrica. Si trattava di una consistente e ulteriore entrata per la famiglia Torlonia, che utilizzava l’energia prodotta anche per l’alimentazione delle pompe di Borgo Ottomila, per il suo zuccherificio in funzione dagli inizi del ‘900 e poi per la Cartiera di Avezzano, costruita sempre da Torlonia subito dopo la riforma agraria.

La nuova opera consente, inoltre, di far fronte anche alle eventuali piene eccezionali del bacino del Fucino, oppure di chiudere il primo Emissario e deviare l’acqua nel secondo nel caso di eventuali manutenzioni. Sta di fatto che ancora oggi, per consentire lo sfruttamento idroelettrico, l’acqua del Fucino finisce nel Liri soprattutto attraverso questa seconda galleria.

La discenderia in questione, realizzata per l’accesso degli operai durante i lavori di scavo del secondo emissario, è rimasta in funzione per gli eventuali lavori di manutenzione della sottostante galleria.

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