L’uomo  indagato per l’uccisione dell’orsa denuncia chi lo ha minacciato di morte

Alfio Di Battista
Alfio Di Battista
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San Benedetto dei Marsi –  Nel corso del weekend, presso la stazione dei Carabinieri, l’autore dell’uccisione dell’orsa, difeso dall’avvocato Berardino Terra, ha presentato denuncia formale contro chi lo ha minacciato di morte nei giorni successivi al gesto di cui si è assunto la responsabilità.

In effetti sui social si è scatenata una sorta di caccia all’uomo virtuale, con minacce e insulti di ogni genere, ai limiti del parossismo, tanto che i Carabinieri hanno dovuto presidiare l’abitazione dell’indagato per scongiurare il peggio.

Leombruni, barricato in casa con la famiglia, si dice distrutto per l’accaduto in quanto, stando alle sue parole, avrebbe agito d’istinto, vinto dalla paura.

Intanto la Procura della Repubblica di Avezzano gli ha notificato un avviso di garanzia con l’accusa di avere sparato e ucciso l’orsa con l’aggravante di averlo fatto senza una chiara necessità che scaturisse dal pericolo per la propria incolumità.

Per far luce sulla dinamica dei fatti, il Pm Maurizio Maria Cerrato ha incaricato un esperto di balistica, Paride Minervini che già si era occupato di un caso simile a Pettorano sul Gizio nel 2014, dove, un operaio dell’ANAS, riconosciuto responsabile dell’uccisione dell’animale, fu condannato.

Nella giornata di domani, Rosario Fico, responsabile del Centro nazionale per la medicina forense veterinaria dell’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana e Stefania Salucci, responsabile della sede di Avezzano dovrebbero procedere all’esame autoptico dei resti dell’orsa.

Nel frattempo, continuano le operazioni per catturare e mettere in sicurezza i due cuccioli rimasti senza mamma. La speranza è di riuscire a metterli in salvo all’imbrunire.

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