Avezzano – Pomeriggio surreale giovedì all’Aquila. Il Consiglio Regionale fissato per il primo pomeriggio non si è potuto celebrare presso la sala dell’Emiciclo perché occupato dall’opposizione, dai sindacati e dai manifestanti giunti da tutto l’Abruzzo per dire no al raddoppio dell’addizionale Irpef.
Il Presidente del Consiglio, Sospiri, dopo aver informato i consiglieri di maggioranza e minoranza che l’assise si sarebbe comunque svolta nella sala Ipogea, ha aperto i lavori. E così, mentre all’emiciclo si cantava Bella Ciao, il Consiglio si teneva regolarmente, con le forze dell’ordine a presidiare gli ingressi.
Nessun dibattito, nessun confronto. Solo il centrodestra presente mentre il centrosinistra rimaneva a occupare con i manifestanti. Vari gli interventi dal podio della sala congressi, tutti mirati a giustificare le ragioni dell’aumento delle tasse ma nessuno degli intervenuti ha esplicitamente affrontato il tema delle nuove aliquote, rideterminate al rialzo per tentare di coprire, almeno in parte, il buco di bilancio.
Unico refrain – il 70% degli abruzzesi, ovvero quelli che dichiarano redditi fino a 28.000 euro, avranno un abbassamento dell’Irpef – Ma nessuno della maggioranza ha osato quantificare quale fosse l’entità del beneficio che, secondo le loro stime, riguarderebbe 2/3 degli abruzzesi mentre l’altro terzo dovrà subire la stangata.
In realtà si capisce bene perché i vari Marsilio, Gatti, la Scoccia, men che meno, l’assessore al bilancio, Mario Quaglieri, abbiano evitato di fare e dare numeri. Sarebbe stato difficile anche per loro contenere l’imbarazzo, e siccome non sono degli sprovveduti, hanno parlato a favore di telecamera in diretta streaming con il linguaggio da comizio che si riserva ai tifosi piuttosto che ai cittadini.
Noi però i conti li abbiamo fatti, eccoli: prima della riforma fiscale di Marsilio, un abruzzese che guadagnava 28.000 euro pagava l’1,73% di addizionale Irpef sul suo reddito, ovvero 484,40 euro in un anno. Dopo la riforma fiscale invece pagherà l’1,67% ovvero 467,60 euro in un anno.
In buona sostanza il maggior guadagno in busta paga sarà di 16,8 euro in più all’anno. In pratica un caffè corretto al mese, offerto dagli abruzzesi con reddito superiore ai 28.000 euro. Infatti, chi guadagna 50.000 euro, pagherà 250,80 euro in più all’anno, mentre chi sta sugli 80.000 euro subirà un aggravio di 730,80 euro in più all’anno.
In soldoni, chi sta sui 50 mila, pagherà ogni mese il caffè a 17 abruzzesi mentre chi sta sugli 80 mila lo pagherà, ogni mese, a una cinquantina di corregionali. Il fatto che il centrodestra, voglia far passare un caffè al mese, offerto al 72% degli abruzzesi dall’altro 28% come fosse una riforma epocale, è una barzelletta che fa ridere anche i più convinti fra loro, abituati a sentire la Meloni parlare di pizzo di Stato.
E se Marsilio, riferendosi agli occupanti ha parlato di teppa rossa, annunciando azioni giudiziarie, perché a suo dire «Nulla dovrà rimanere impunito. I colpevoli di queste violenze dovranno pagare, perché hanno trasformato quest’aula in un vero e proprio bivacco di manipoli» più colorito, quasi farsesco l’intervento flash di Quaglieri.
Al netto delle presunte violenze che solo Marsilio avrebbe visto, la manifestazione, seppur rumorosa come usualmente sono tutte le manifestazioni, si è svolta nella più assoluta tranquillità. Più trash le osservazioni di Quaglieri che, dopo aver descritto la protesta, come una carnevalata, ha sbeffeggiato i promotori, ritenendo scarsa la partecipazione, perché lui, quei numeri, dice di farli al suo compleanno.
Surreale l’allocuzione della Scoccia, evidentemente folgorata sulla via di Damasco, che non ha fatto mancare parole di apprezzamento per Marsilio e non ha lesinato aggettivi pieni di ammirazione per la presunta efficacia della riforma fiscale. Che uno si chiede se sia la stessa Scoccia che nella passata legislatura accusava Marsilio con dichiarazioni al vetriolo.
Questo diceva la Scoccia di Marsilio cinque anni fa «Qui ci troviamo di fronte ad un Presidente di Regione che non è al fianco degli abruzzesi ma al fianco di Giorgia Meloni. Per questo la mia coscienza mi impone di comunicare ufficialmente l’uscita dalla maggioranza. Io sono stata, sono e sarò sempre dalla parte degli abruzzesi. Ma credetemi, quello che più mi indigna, come rappresentante delle Istituzioni e come cittadina di questa meravigliosa terra è il fatto che Marsilio abbia permesso che l’Abruzzo diventasse il bancomat di Fratelli d’Italia.» (art. L’Aquila blog del 20/5/2020) https://www.laquilablog.it/la-scoccia-sbatte-la-porta-in-faccia-a-marsilio-io-sempre-dalla-parte-degli-abruzzesi/
Chissà se gli abruzzesi, oggi, dopo il raddoppio delle tasse, sono ancora dalla parte della Scoccia e dei suoi colleghi del centrodestra? E chissà se Marsilio, ora, è più al fianco degli Abruzzesi che al fianco della Meloni? questo la Scoccia non lo dice, magari lo sapremo alla prossima festa di compleanno dell’Assessore Quaglieri, sicuramente più divertente della manifestazione all’Emiciclo, ma non chiedetegli di cantare Bella Ciao perché potrebbe farlo!
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