Due giugno, Festa della Repubblica: Morrea ha ricordato il referendum del 1946 che, dopo la II Guerra Mondiale, ha sancito la fine ufficiale della monarchia e la nascita della Repubblica italiana.







Da tanti anni il piccolo borgo di Morrea festeggia l’ importante anniversario dando gli onori a Giuseppe Testa, partigiano e martire della resistenza al quale, con decreto del 15 maggio 1946 di S.M. il Re d’Italia, è stata conferita “alla memoria” la medaglia d’oro al valor militare, al carabiniere Franco Corradi, medaglia d’oro al valor civile e inoltre al celebre fotoreporter di guerra Ennio Iacobucci.
Il piccolo paese della Valle Roveto ha dato i natali al giovane diciannovenne Giuseppe Testa, conosciuto come Peppino, esempio della forza e delle gesta eroiche della comunità durante la resistenza al nazifascismo. La folta partecipazione di pubblico ha dimostrato non solo il valore dei patrioti, ma quanto sia ancora vivo il ricordo. Morrea non ha mai dimenticato il sacrificio di Testa, e ancora oggi ha voluto rendere omaggio a lui che ha subito torture, a lui che ha dimostrato coraggio, a lui che non ha ceduto alla sofferenza fermo nei suoi principi di lealtà, onestà e libertà, simbolo della storia di Morrea.
Hanno presenziato: L’Arma dei Carabinieri con il Comandante della Stazione Carabinieri Forestale di Balsorano Mauro D’innocenzo, in rappresentanza della Stazione Carabinieri di Balsorano il brigadiere Tatangelo, un saluto è stato rivolto al Maresciallo Giovanni Santabarbara che ha terminato il servizio ma non è mancato alla cerimonia. Inoltre l’ANPI Marsica, il Cammino dell’Accoglienza, l’associazione “Il Liri”, l’associazione Alpini, l’associazione Nazionale Carabinieri, e il nipote Mauro in rappresentanza della famiglia Testa. La cerimonia commemorativa è stata accompagnata dalla musica della Banda di Alvito. L’evento nasce dalla forte e partecipata collaborazione con la Pro Loco di Morrea, presidente Mario Iacobucci.
Accanto a Carlo Rossi, Sindaco del Comune di San Vincenzo Valle Roveto, Luciana Martini sindaco di Alvito. Il primo cittadino dei sanvincenzesi, rivolto al folto pubblico, ha iniziato il suo discorso ricordando quanto disse Pietro Calamandrei agli studenti di Milano nel 1955 “Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.” “Andiamo quindi a Morrea” ha esortato il Sindaco “Morrea è un luogo dove è nata la Costituzione. 75 anni compie la nostra Carta che ci dà quei valori che servono e serviranno anche in futuro. Oggi rivediamo la situazione del II conflitto mondiale, quello che ha comportato il periodo della resistenza, del fascismo, il sacrificio di tante persone, anche della Valle Roveto, con la presenza qui a Morrea di Giuseppe Testa ma anche di Don Savino Orsini e delle gesta da lui compiute in quel periodo tanto importante della nostra storia e dei nostri luoghi.”.
Luciana Martini, sindaco di Alvito, ha proposto di formalizzare un gemellaggio con la comunità di Alvito. Il prossimo anno ricorrono i 100 anni della nascita di Giuseppe Testa e 80 anni da quando venne trucidato ad Alvito l’11 maggio del 1944. “Iniziamo questo progetto. Dobbiamo unirci per far comprendere che questi episodi sono terribili. Ai nostri giovani dobbiamo far capire cosa significa la fratellanza, cosa significa essere uniti. Spero che l’11 maggio del prossimo anno ci sarete voi tutti a testimoniare questa nostra unione.”
A Roma, all’ XI municipio della borgata del Trullo dove egli fu in servizio presso la caserma del Genio Militare e dove vivono tantissimi cittadini di Morrea e della Valle Roveto, è stato inaugurato lo scorso 23 maggio, con una emozionante cerimonia, “Largo Giuseppe Testa” alla presenza dell’ assessore Miguel Gotor, in rappresentanza del sindaco Gualtieri, e del presidente del Municipio XI Gianluca Lanzi.
“Dobbiamo creare un comitato organizzatore per ricordare la storia di Morrea, di Giuseppe Testa, di Don Savino e di quanto fatto in questo paese per raggiungere i risultati della resistenza, della lotta della liberazione raggiunta.” Ha affermato Carlo Rossi “Un riconoscimento che duri un anno, con tante iniziative e soprattutto accettando la proposta del sindaco Martini, il gemellaggio tra San Vincenzo Valle Roveto e Alvito”. Nel suo intervento Mauro Testa, nipote del partigiano Giuseppe, ha detto “Il sacrificio di tanti uomini ci ha portato alla nostra Repubblica, alla libertà di come siamo oggi e come speriamo saremo domani. Mio zio è stato solo un esempio, ma a tanti altri va il riconoscimento del sacrificio e bisogna ricordare sempre che oggi siamo una Repubblica che può vantare riconosciuta la libertà, una libertà sconosciuta a tanti altri.”
Al termine delle celebrazioni, presso la sala della Pro Loco, si è svolta la presentazione del libro “Un parroco di montagna nella guerra di liberazione”, che lo scrittore Ermanno Detti ha dedicato a Don Savino Orsini che svolse una rischiosa attività di accoglienza e di assistenza ai soldati italiani e stranieri, dopo l’8 settembre del 43. Con l’autore il giornalista Antonio Bini.
Alla domanda “come è nata la stesura del libro” Ermanno Detti ha risposto: “Mi sono trovato di fronte alla documentazione fornitami da Goffredo Iacobucci, nipote di don Savino, una documentazione straordinaria e dovevo fare due scelte, la prima era quella di pubblicare i documenti e fare dei commenti, oppure di raccontare la storia. Ho seguito la seconda scelta, perché io faccio questo di mestiere, per cui mi è venuto spontaneo raccontare, e sono convinto di aver fatto questo per rendere la storia più fruibile più efficace, anche rispetto ai giovani di oggi. Perché sono convinto di una cosa, rievocare la figura di Don Savino, ormai un personaggio storico, era un dovere.
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La storia nella scuola non è raccontata sempre in maniera efficace, tale da appassionare i ragazzi, certe volte è raccontata in maniera un po’ fredda, da manuale, per cui i ragazzi non si appassionano. Ho pensato, invece, di rivolgermi ai giovani e parlare di questo eroe in carne e ossa e non una figurina. E’ un personaggio particolare, resistenza fa rima con assistenza e con accoglienza che oggi manca nel nostro Paese, tre parole che fanno rima e sono gli ideali di Don Savino.”
Ermanno Detti inoltre afferma di non essere comunque riuscito a descrivere i sacrifici fatti dal popolo di Morrea per assistere i tanti rifugiati a rischio anche della propria vita. Don Savino un personaggio straordinario di fronte a un sanguinoso conflitto, come è stato quello della II guerra mondiale, ha attivato una particolare resistenza intelligente, non armata, con una straordinaria capacità organizzativa e con la sola idea di pace.
Dopo alcune testimonianze dei presenti, tra le quali quella di Mirka Liberale, l’attore Ariele Vincenti ha interpretato un monologo, di cui è autore, dedicato alla storia del giovane Giuseppe Testa.
Una giornata che lascia viva la consapevolezza di dover rendere omaggio, sempre, a coloro che con il loro sacrificio combattendo, morendo hanno donato il più grande dei privilegi: la libertà.


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