“Operazione transumanza” – Arresti e sequestri per la “Mafia dei pascoli”

Redazione
Redazione
3 Minuti di lettura

Truffe all’Unione Europea per intascare milioni di euro di fondi pubblici per pascoli inesistenti: 75 i soggetti e gli enti coinvolti in truffe milionarie alla Ue e in operazioni di autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti per 5 milioni di euro.

Sono 25 le misure cautelari personali eseguite, 16 le perquisizioni, sequestri preventivi in esecuzione a 62 imprese e persone fisiche. Si sospetta anche il coinvolgimento della mafia foggiana, da quì il nome di “Operazione transumanza”.

La maxi operazione della Guardia di finanza di Pescara – diretta dalla Procura Distrettuale antimafia dell’Aquila – è scattata all’alba di questa mattina e ha visto il coinvolgimento anche di mezzi aerei del Reparto operativo Aeronavale di Pescara. Le indagini, svolte in collaborazione con il Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata del Nucleo PEF di L’Aquila ed il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, sono durate 2 anni e si sono sviluppate oltre che in Abruzzo, anche in altre regioni italiane tra cui Puglia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Campania.

I finanzieri hanno effettuato acquisizioni documentali, intercettazioni di oltre 100mila conversazioni, 8.000 interrogazioni alle banche dati ed accertamenti bancari su più di 270 conti correnti. Il pool investigativo ha così tratteggiato l’esistenza di un sodalizio criminale dedito alla perpetrazione, con l’aggravante mafiosa, di frodi a danno del bilancio nazionale e comunitario, che sarebbe stata attuata mediante indebite richieste di contributi per il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (F.E.A.GA) nel settore della Politica Agricola Comune (PAC). 

Per truffare Bruxelles, l’associazione per delinquere, operativa dal 2014, di cui farebbero parte 13 persone, avrebbe simulato il possesso dei requisiti necessari per ottenere la disponibilità di terreni e di corrispondenti titoli PAC, rilasciati gratuitamente dalla Riserva Nazionale dei Titoli ai nuovi giovani imprenditori agricoli. 

Secondo gli investigatori, le nuove imprese agricole fittizie sarebbero state in combutta con altrettante società cooperative agricole o associazioni temporanee di imprese, costituite per fare incetta di migliaia di ettari di terreni la cui concessione ad uso civico veniva messa a bando dai Comuni.

Le frodi, accertate dai finanzieri, ammonterebbero a circa 5 milioni di euro. Somme sequestrate a 24 imprese agricole e 38 soggetti, accusati, a vario titolo, di autoriciclaggio, reimpiego di proventi illeciti, ricettazione, truffa aggravata ai danni dello Stato e per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Condividi questo articolo