L’Aquila – La Provincia dell’Aquila si prepara al rinnovo del Presidente e del Consiglio provinciale, con le elezioni di secondo grado fissate per il 21 dicembre 2025. A votare saranno i sindaci e i consiglieri dei 108 Comuni, secondo il sistema ponderato previsto dalla legge “Delrio”, che assegna maggiore peso ai centri più popolosi.
Il quadro politico si presenta già delineato nelle sue linee principali: centrodestra compatto, che gode dell’eredità amministrativa dell’ente uscente. Il centrosinistra appare frammentato in più aree, tra sigle partitiche e civiche non sempre coordinate.
Ma la vera novità di questa tornata è il ritorno sulla scena politica di un pezzo da novanta: Filippo Piccone da Celano. Un ritorno che, sulla base delle informazioni raccolte dalla nostra redazione, avrebbe ridefinito gli equilibri interni al centrodestra nella scelta delle candidature per rappresentare i territori della provincia.
Come nelle precedenti tornate, potrebbe avere rilevanza anche la presenza di liste civiche, in particolare quella legata al sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, capace di incidere sulla definizione delle liste.
Il sistema elettorale rende strategiche le mosse dei sindaci dei Comuni maggiori, soprattutto L’Aquila e Avezzano: pochi voti, in questi centri, possono spostare l’intero risultato. Se le alleanze locali e le dinamiche comunali rendono l’elezione del presidente uscente Angelo Caruso alquanto scontata, meno scontate sono invece le candidature dei consiglieri provinciali, sottoposte in questi giorni al vaglio dei grandi elettori decisi a far valere il proprio peso.
Per un posto in consiglio provinciale potranno concorrere consiglieri comunali e sindaci, all’interno di liste composte da un minimo di cinque a un massimo di dieci candidati. Le liste dovranno rispettare l’equilibrio di genere e potranno essere presentate, presso l’Ufficio Elettorale della Provincia, dalle 8.00 alle 20.00 del 30 novembre e dalle 8.00 alle ore 12.00 del 1° dicembre.
Sul piano amministrativo, la partita definirà la continuità o la discontinuità nella gestione di settori cruciali per il territorio: viabilità, edilizia scolastica e pianificazione territoriale, ma sul piano politico dirà molto sulla ridefinizione degli equilibri politici, soprattutto all’interno di Forza Italia e del mondo civico.
Il deposito delle liste nelle prossime settimane chiarirà la reale geografia del consenso e il peso dei singoli territori. L’esito del voto del 21 dicembre determinerà non solo la guida politica della Provincia, ma anche il modello di governance dei prossimi anni: centralizzato e continuativo oppure più articolato e negoziato tra poli politici e civici.

