La questura di Roma avrebbe vietato di svolgere una manifestazione di lavoratori indetta per il 3 febbraio, in contemporanea con lo sciopero nazionale convocato unitariamente dalle principali sigle sindacali.
A denunciarlo sono le Le Segreterie territoriali abruzzesi di Slc-Cgil, Fstel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl-Telecomunicazioni.
Sono oltre 6mila i dipendenti interessati dalla vertenza nazionale – di cui circa mille i lavoratori abruzzesi – ma la quetura di Roma ha vietato loro di svolgere il corteo “concedendo”, in alternativa, un presidio statico sotto il ministero per solo 100 manifestanti.
Di seguito il testo integrale della nota di denuncia diffusa dalle organizzazioni sindacali:
COMUNICATO STAMPA
Impossibile manifestare il nostro dissenso, impossibile far sentire la nostra voce, impossibile far valere i nostri diritti
Dopo la procedura di raffreddamento ormai prevista anche per il settore delle TLC con lāapplicazione della Legge 146, ĆØ stato convocato a livello unitario uno sciopero nazionale con una manifestazione a Roma per il giorno 3 Febbraio p.v.. La Questura di Roma ha negato lāautorizzazione alla manifestazione sindacale unitaria, prevedendo esclusivamente un presidio statico sotto il Ministero per sole 100 persone.
Siamo arrivati al momento in cui non è più lecito manifestare il proprio dissenso scendendo nelle piazze.
La vertenza di cui parliamo impatta un intero settore; attualmente le aziende che hanno dato disdetta del contratto delle TLC risultano essere ventisei su tutto il territorio nazionale, con un platform di lavoratori indicativamente stimati su 6000 persone, ma a breve un effetto domino coinvolgerĆ tutto il settore dei call center in outsourcing.
In Abruzzo le aziende che hanno dato disdetta del Contratto delle Telecomunicazioni, Tecnocall srl e 3G spa, inglobano più di mille dipendenti dislocati nella Province di LāAquila, Pescara e Chieti.
Con l’applicazione del Contratto Cisal si torna indietro di quindici anni di contrattazione e battaglie. Stiamo assistendo alla stesura di una pagina nera nel nostro settore. Bisogna promuovere lāapplicazione del CCNL delle TLC come standard di riferimento del settore. La sfida ĆØ quella di indicizzare le politiche delle committenti allāapplicazione del contratto delle telecomunicazioni nei bandi di gara.
E da qui il nostro appello alle Committenti, i grandi gruppi energetici, assicurativi e bancari affinché nella stesura dei bandi di gara venga prevista una continuità occupazionale e contrattuale, al fine di non disperdere diritti e salari acquisiti.
Ci sentiamo imbavagliati, ci sentiamo amareggiati, ci sentiamo turbati davanti allāimpossibilitĆ di manifestare e di far sentire la nostra voce, di far ascoltare le nostre motivazioni e siamo basiti davanti a dichiarazioni imbarazzanti da parte di forze politiche in Parlamento che amaramente dimostrano di non conoscere i bisogni e le necessitĆ delle lavoratrici e dei lavoratori di questo settore.
Le Segreterie territoriali di: Slc-Cgil, Fstel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl-Telecomunicazioni

