Racconto di un’esperienza didattica
Istituto comprensivo San Giovanni Bosco di Gioia dei Marsi, plesso di Ortucchio
anno scolastico 2024-2025
dal romanzo “TANTO QUI RITORNI” di Patrizia Paciulli
Capitolo 6
Finita la guerra il 1° marzo 1919, Ettore fa rientro a Ortucchio: ha 32 anni è vedovo, ha bisogno di lavorare e si attiva per cercare un’occupazione. Lo trova all’ammasso, anche stavolta il lavoro sarà duro, intere giornate a scaricare sacchi di grano e patate. (foto 2 e 3)


Ettore conosce Clara di Pescasseroli e il 26 giugno 1919 convola in seconde nozze, l’anno dopo nasce la loro prima figlia che chiameranno Oriana. (foto 4 e 5)


Nel 1921 Ettore e la moglie si trasferiscono a Pescasseroli e aprono un negozio di alimentari.
Nel 1922 nasce Tiberio (nella realtà Timoteo) scomparso nella campagna di Russia.
Nel 1923 nasce: Adelina, nel 1926 Maria, nel 1927 Guglielmo (stesso nome del figlio morto nel 1918).
Tra preoccupazioni e “riti fascisti” la vita va avanti, nel 1929 nasce Lorenza, in quell’anno Ortucchio sarà premiato come Comune più prolifico d’Italia.
Gli affari della bottega di alimentari a Pescasseroli non vanno bene, il negozio non dà i frutti sperati che saranno causa di continui litigi, allora Ettore e Clara decidono di tornare a Ortucchio dove lui farà il facchino e lei la lavandaia, intanto nasce il 10° figlio.
Anna, la figlia della prima moglie nata in America, subisce le brutte attenzioni di un fascista locale, violenze che vengono perpetrate anche da altri facinorosi.
Nel 1933 nasce Mariangela, ultima figlia di Ettore e Clara.
Anna è costretta a subire altre violenze dai fascisti locali, purtroppo resterà incinta, dovrà subire anche le inevitabili maldicenze dei paesani, ma tutto viene superato dalla generosità di Giovanni che la sposerà nonostante le angherie e le cattiverie subite. (foto 6)

Il 1938 è l’anno delle leggi razziali, anche a Ortucchio è caccia agli ebrei.
Il 10 giugno 1940 l’Italia entra in guerra, Libero e Tiberio vengono richiamati.
Parte della famiglia ormai vive a Roma e trova lavoro negli impieghi più disparati, dura è la vita in tempo di guerra ci si arrangia alla meglio anche ricorrendo al il mercato nero.
Libero viene spedito sul fronte greco ove sarà ferito gravemente ad una spalla e rimpatriato.
L’età di Ettore avanza e gli acciacchi fisici si fanno sentire, con loro emergono le riflessioni sulla vita che passa “il farsi vecchio”.
Tiberio viene mandato in licenza prima di partire per il fronte russo, scriverà ai genitori della ritirata dopo di che non si avranno più notizie, sarà dichiarato disperso lasciando nella costernazione più profonda i familiari.
Il 25 luglio 1943 cade il Fascismo, l’8 settembre l’Italia firma l’Armistizio, Guglielmo è a Roma subisce anche lui i bombardamenti di San Lorenzo; quell’inverno del ’43 sarà duro e terribile sotto l’occupazione nazifascista.
Nel 1944 Ettore compie 57 anni, la guerra si intensifica e a metà giugno la zona di Ortucchio viene liberata, hanno inizio le lotte contadine che porteranno alla cacciata di Torlonia, ma la guerra non è ancora finita.
VAI AL BLOG DI ANTONINO PETRUCCI
RACCONTO DI UN’ESPERIENZA DIDATTICA – LINK AI CAPITOLI PRECEDENTI:
Racconto di un’esperienza didattica (1/11): IL PROGETTO
Racconto di un’esperienza didattica (2/11): IL VIAGGIO
Racconto di un’esperienza didattica (3/11): IL LAVORO
Racconto di un’esperienza didattica (4/11): ETTORE E LA FAMIGLIA IN AMERICA
Racconto di un’esperienza didattica (5/11): IL TERREMOTO, IL RITONO A ORTUCCHIO, LA GUERRA


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.