Continua nella Marsica il dibattito post‑referendario. In risposta alle dichiarazioni dell’assessore regionale Mario Quaglieri e del capogruppo Massimo Verrecchia (FdI), interviene Mario Casale, membro del Comitato del NO ad Avezzano e del Patto per Avezzano.
Nel comunicato che pubblichiamo integralmente di seguito, Casale contesta la lettura trionfalistica dei due esponenti regionali e rivendica il risultato del NO in Abruzzo, definendolo un voto “libero da condizionamenti” e motivato dalla difesa della Costituzione.
L’esponente del Comitato del NO sottolinea inoltre il calo di consensi registrato dal centrodestra rispetto alle precedenti tornate elettorali e attribuisce il risultato alla mobilitazione di giovani, donne e del comitato spontaneo avezzanese.
Casale torna a criticare anche l’impianto della riforma bocciata dagli elettori, sostenendo che non avrebbe inciso sui tempi della giustizia ma avrebbe indebolito l’autonomia della magistratura. E non manca un riferimento al ruolo svolto dalla Presidente del Consiglio nell’ultima settimana di campagna, giudicato da Casale come un intervento che avrebbe contribuito al “naufragio” del Sì.
Il comunicato si chiude con un monito rivolto al centrodestra locale: evitare letture consolatorie del voto e riconoscere che, in democrazia, maggioranza e opposizione devono confrontarsi senza aspirare a un “consenso totale”.
Questo il testo integrale del comunicato stampa diffuso da Mario Casale:
COMUNICATO STAMPA
Risposta alle dichiarazioni di Verrecchia e Quaglieri
Segnalo ai due autorevoli e distratti esponenti regionali di FdI, l’uno assessore e l’altro capogruppo, che il NO in Abruzzo ha vinto. Anche se l’Abruzzo da qualche anno è una specie di roccaforte della destra meloniana.
In questo caso, però, i cittadini abruzzesi, liberi da qualsiasi condizionamento, come contributi a pioggia o promesse mai mantenute, hanno espresso un voto convinto per difendere la Costituzione. Pertanto, appare consolatoria e infantile celebrare la vittoria del Sì ad Avezzano e Trasacco; peraltro è abbastanza normale che nelle realtà di destra prevalga il Sì.
Ma stavolta è fallito il meccanismo che aveva portato alle passate elezioni regionali Avezzano e la Marsica ad essere determinanti nella vittoria della destra meloniana.
Anzi in questa occasione lo schieramento di destra, sia rispetto alle elezioni regionali che alle elezioni di Avezzano, ha perso migliaia di voti. E questo risultato si deve ai giovani e alle donne che si sono mobilitati, ma anche al comitato spontaneo del NO ad Avezzano che, unico tra i soggetti impegnati, ha svolto una manifestazione ad Avezzano che ha contribuito a ridurre il margine del vantaggio della destra.
In generale il NO ha smontato la narrazione del referendum costituzionale sulla riforma della magistratura (e non della giustizia), evidenziando che la riforma non rendeva più brevi i tempi dei processi, non aumentava il numero dei magistrati e non rafforzava la dotazione strumentale. Invece cercava di addomesticare la magistratura e renderla subalterna al potere politico.
E anche sulla separazione delle carriere tra giudici e Pm sarebbe bastata una semplice legge ordinaria, già in atto con la riforma Cartabia, senza toccare ben 7 articoli della Costituzione.
Anche in questo caso l’obiettivo era quello di svuotare il Consiglio Superiore della Magistratura, persino con un sorteggio umiliante per le competenze, e ridurre il ruolo del Presidente della Repubblica.
Infine il ruolo svolto nell’ultima settimana dalla Presidente del Consiglio che, per affermare il suo ruolo autorevole, è “scesa in campo” pesantemente con dichiarazioni estranee all’oggetto del referendum. Da allora è iniziato il naufragio della sig.ra Meloni e del suo governo.
Ricordo tali vicende per indurre i promotori del Sì ad avviare una riflessione autocritica e meno consolatoria sulla sconfitta del Sì e della Presidente del Consiglio, ma soprattutto per rispettare gli elettori abruzzesi che in piena libertà hanno decretato la sconfitta del governo. Hanno vinto i giovani, le donne, le regioni del sud, compreso l’Abruzzo, ma soprattutto ha vinto la Costituzione che la destra maneggia sempre incautamente perché in essa fa fatica a riconoscersi.
In questo quadro elettorale e politico rischia di fallire l’altro disegno velleitario della destra ad Avezzano e cioè conquistare alle prossime elezioni comunali della città la maggioranza e l’opposizione in consiglio e avere il consenso totale.
In democrazia non può essere così, essa è tale se si confrontano e dialogano maggioranza e opposizione vera.
Mario Casale – Membro Comitato del NO ad Avezzano e del Patto per Avezzano con Roberto Verdecchia sindaco

