Sanità Abruzzo, Corte dei Conti parifica il bilancio grazie all’aumento dell’Irpef e al taglio degli stipendi dei sanitari

La Corte dei Conti certifica il disavanzo sanitario di 113 milioni sul 2024 il cui azzeramento è ottenuto sommando i 42,5 mil. di aumento dell’addizionale Irpef, i 37,6 mil. delle eccedenze tributarie, i 20 mil. degli accantonamenti e i 13 mil. dai tagli previsti sugli stipendi del personale.

Alfio Di Battista
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Avezzano – La parificazione del bilancio è un giudizio formale della Corte dei Conti con il quale l’organo di controllo verifica la legittimità della gestione finanziaria regionale e l’equilibrio di bilancio nel rispetto della normativa e dei parametri UE, segnalando eventuali criticità con raccomandazioni vincolanti.

Nel caso della Regione Abruzzo la Corte ha dato parificazione positiva, certificando l’equilibrio del bilancio ma in un contesto in cui ulteriori investimenti o aumenti di spesa, soprattutto nella sanità, non si potranno fare. Che il bilancio sia “parificato” quindi, non significa che sia virtuoso.

Nella corposa relazione della Corte dei Conti ci sono riferimenti chiari e raccomandazioni tecniche precise: occorre adottare un monitoraggio costante della spesa e pianificare misure strutturali, non solo tagli tampone. Trasformare queste raccomandazioni in azioni concrete non sarà né semplice né scontato per una politica che ragiona in termini di costo elettorale.

Intanto la stabilità dei conti, almeno nel breve termine, è stata ottenuta con tagli ai servizi, al personale e con l’aumento delle tasse. In pratica, il disavanzo sanitario di 113 milioni sul 2024, è stato coperto con 42,5 milioni derivanti dall’aumento dell’addizionale Irpef, con 37,6 milioni che arrivano dalle eccedenze tributarie, con 20 milioni provenienti da accantonamenti e da tagli lineari per 13 milioni che comprendono i salari accessori del personale.

Se si fa la somma, sono esattamente i 113 milioni da coprire. Pari e patta, e con ciò è tutto parificato. Ovvio che Marsilio e i suoi esultino per l’ok della Corte dei Conti, tanto il conto lo pagano i cittadini abruzzesi e i dipendenti della sanità. Più Irpef per tutti, meno salario per medici e paramedici e passa la paura del dissesto finanziario.   

Ma quali saranno le conseguenze per gli utenti di una sanità assoggettata a una politica predatoria che taglia indiscriminatamente senza curarsi delle reali esigenze degli Abruzzesi? È facile prevedere servizi sempre più limitati, tempi di attesa più lunghi e personale demotivato.

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