Avezzano – Appena un anno fa il centrodestra è stato riconfermato alla guida della Regione Abruzzo. I cittadini hanno affidato un secondo mandato alla coalizione guidata da Fratelli d’Italia, promuovendo di fatto, le politiche adottate nei cinque anni precedenti.
Il primo mandato di Marsilio era scaturito non tanto dal merito della proposta quanto dal giudizio negativo espresso dagli elettori nei confronti del centrosinistra, dopo che D’Alfonso, abbandonando anzitempo il suo incarico da Presidente in Regione per andare a fare il parlamentare a Roma, costrinse gli Abruzzesi al voto anticipato.
Ora però, a un anno dall’inizio del suo secondo mandato, il centrodestra fa i conti con una realtà che mette a nudo anni e anni di polvere nascosta sotto al tappeto.
I pesanti debiti della Sanità che Marsilio e i suoi vogliono fare pagare agli abruzzesi, cornuti e mazziati, evidenziano nella loro cruda rappresentazione, tutta la distanza che c’è tra le chiacchiere della politica e l’amara realtà.
Milioni e milioni di euro sperperati senza una visione complessiva finalizzata a perseguire un modello di Sanità. Risorse impegnate secondo una logica orientata esclusivamente a nutrire il consenso in un contesto familistico dove l’appartenenza acritica, se non addirittura acefala, è stata la discriminante assunta come unico criterio.
Oggi che l’opinione pubblica rumoreggia, e il disappunto non viene più edulcorato, il centrodestra parla evasivamente di riforma della Sanità. Un tentativo patetico oltre che poco credibile di rimediare al disastro conclamato, la classica toppa peggiore del buco.
Dopo l’ondata di indignazione che ha attraversato l’intero Abruzzo, con i cittadini messi spalle al muro dal raddoppio dell’addizionale regionale Irpef, la Lega e Forza Italia hanno annunciato emendamenti alla legge. Della serie: diciamo qualcosa per lavarci la coscienza. Che uno si chiede: ma perché non ci avete pensato prima, quando ne avete discusso fra voi della maggioranza? È chiaro che si tratta solo di annunci strumentali per placare il malcontento.
Ed ecco che l’immarcescibile Assessora alla Sanità, Verì, come Alice nel paese delle meraviglie, appare sulla scena del dibattito per dire che la voragine nei conti non è colpa sua, ma è dovuta a fattori imprevisti e imprevedibili.
Elenca quindi una serie di presunti imprevisti: gli adeguamenti contrattuali, i 22 milioni di euro in più per prodotti farmaceutici e per emoderivati, i 3 milioni in più per la farmacia convenzionata e altri 3 milioni in più per i dispositivi medici.
L’elenco continua con i 9 milioni imprevisti per l’assistenza informatica, e 14 milioni in più per prestazioni dal settore privato soprattutto per abbattere le liste d’attesa. In buona sostanza l’adeguamento del contratto collettivo, per la Verì, è un fatto imprevisto, chissà, magari pensava che gli stipendi sarebbero rimasti per sempre ancorati alla lira.
Per non parlare dei milioni di euro per dotare gli ospedali di prodotti farmaceutici, notoriamente una spesa imprevista dal momento che in Abruzzo, specialmente in Marsica, ci si cura usualmente con erbe officinali e con unguenti miracolosi, mentre rugosi stregoni diffondono nell’aere, arcaiche nenie che affondano nella notte dei tempi.
E che dire dei dispositivi medici, voci che avrebbero assorbito ulteriori decine di milioni in maniera del tutto imprevista, perché tutti sanno che le strutture sanitarie sono dedite a pratiche sciamaniche e danze propiziatorie nelle notti di luna piena per fornire le opportune diagnosi ai pazienti.
Argomento a parte è quello relativo all’informatica, termine generico usato dalla Verì, ma non si capisce cosa intenda, forse l’abbonamento a Starlink e l’acquisto di qualche iPad? Purtroppo è ancora vivo il ricordo dell’attacco hacker che sottrasse centinaia di migliaia di dati sensibili dai server e della Asl1. Evento gravissimo sul quale la Verì si è ben guardata di relazionare.
E dulcis in fundo, altre manciate di milioni imprevisti sarebbero finiti nei piani attuati per abbattere le liste d’attesa che come tutti sanno non sono più un problema in Abruzzo. Tu chiami, e tempo qualche giorno, hai l’appuntamento per la prestazione richiesta. Al di là dell’amara ironia, è chiaro il tentativo della nostra campionessa mondiale di arrampicata sugli specchi.
Le dichiarazioni della Verì, semmai ce ne fosse stato bisogno, sono la dimostrazione lampante della totale deriva di una classe politica senza uno straccio di visione, non solo incapace di assumersi le proprie responsabilità, ma anche dannosa per gli Abruzzesi.
Qualcuno ha cominciato ad accorgersene, altri ci arriveranno piano piano, speriamo che nel frattempo il centrodestra a trazione meloniana, come le piaghe d’Egitto, non lasci la Sanità Abruzzese sotto un cumulo di macerie.

