Sanità ASL1: I sindacati denunciano tagli arbitrari e conti sbagliati nella manutenzione. Pronti a riaprire lo stato di agitazione

Alfio Di Battista
4 Minuti di lettura

Avezzano – Non c’è pace negli appalti di manutenzione delle centrali termiche ed elettriche dei presìdi sanitari della ASL1. A soli due mesi dal faticoso vertice in Prefettura, la Direzione della ASL, con un colpo di spugna, definito illogico e inaccettabile dal sindacato, ha pubblicato la gara ponte tagliando a tavolino l’organico dei lavoratori da 65 a 53 unità.

Ben 12 lavoratori cancellati con un tratto di penna. Questa l’accusa rivolta dal sindacato alla ASL1 di Avezzano – L’Aquila – Sulmona. Ora FIM, FIOM e RSU alzano il muro contro la Direzione Generale e chiedono di annullare la delibera e integrare subito i posti necessari.

Di fronte all’ennesima “provocazione” le organizzazioni sindacali FIM-CISL e FIOM-CGIL, insieme alle R.S.U./R.S.A. guidate da Antonello Tangredi, hanno proclamato formalmente la ripresa dello stato di agitazione ex art. 2 della legge 146/90. Una mobilitazione diretta non contro l’azienda uscente (SE.MA. s.r.l.), ma direttamente contro la Direzione Generale dell’ASL1.

La vicenda parte da lontano: già a giugno, durante un teso incontro dinanzi alla Dott.ssa Centofanti della Prefettura dell’Aquila, i sindacati avevano smontato il disegno della ASL1, che pretendeva di cedere i tecnici delle centrali termiche (operativi h24 per 365 giorni all’anno) all’appalto dei soli presìdi esterni.

Poi a luglio 2026, finalmente una sintesi condivisa: i lavoratori della SE.MA. s.r.l. addetti alle centrali restavano al proprio posto; la società aggiudicatrice dei presìdi avviava le selezioni per 12 nuovi tecnici (con ingresso previsto al 15 settembre); ulteriori 15 operatori venivano destinati al servizio antincendio.

L’ASL1 era stata subito edotta dell’accordo: i lavoratori delle centrali non erano affatto esuberi, il che portava il totale della forza lavoro impiegata e garantita dal raggruppamento (R.T.I. GETEC – SE.MA.) a 65 dipendenti. Poi, come se niente fosse, in pieno agosto, l’Azienda Sanitaria delibera una gara ponte calcolata su un organico complessivo di soli 53 addetti.

«Come si fa a dimenticare 12 lavoratori»? Si chiedono i sindacati. «La ASL1 continua imperterrita a commettere errori matematici grossolani, calpestando la Clausola Sociale di salvaguardia occupazionale e ignorando le reali esigenze operative delle strutture ospedaliere. L’effetto di questo taglio a tavolino è già visibile: i prospetti dei “turni di agosto” mostrano chiaramente diversi turni già scoperti negli ospedali, mettendo a rischio la continuità dei servizi essenziali».

A questo punto i sindacati e i lavoratori non sono disposti a fare un solo passo indietro. Con la riapertura dello stato di agitazione — notificato anche alla Commissione Nazionale di Garanzia sullo Sciopero — vengono intimate due strade obbligate per la Direzione ASL1:

la prima è l’annullamento immediato, in via preliminare, della delibera relativa alla gara ponte;

la seconda è un addendum di reintegra dei 12 dipendenti ingiustamente depennati, per arrivare al rispetto del perimetro occupazionale concordato di 65 unità.

Per il Sindacato, l’annulamento della delibera o la sua tempestiva correzione, conviene alla stessa ASL1. In caso contrario, qualsiasi azienda si aggiudicasse la gara sulla base errata di 53 lavoratori, si troverà ad affrontare inevitabili ricorsi legali e contestazioni operative.

La parola torna ora alla Prefettura dell’Aquila per la convocazione urgente delle parti. Ma il messaggio delle tute blu è chiaro: sul lavoro, sui diritti e sulla sicurezza negli ospedali non si fanno sconti.

Condividi questo articolo