Sanità pubblica: Dirigenti ASL1 abbandonano gli uffici all’arrivo dei manifestanti

Redazione
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Questa mattina davanti alla sede della Direzione generale della ASL 1 a L’Aquila forse erano più di quanti si attendessero i dirigenti dell’Azienda sanitaria. Più di 500, secondo gli organizzatori, i manifestanti presenti alla manifestazione in difesa della sanità pubblica abruzzese, indetta da associazioni, movimenti, Cgil e sindacati dei medici.

Davanti ai cancelli un cordone di forze dell’ordine che impediva l’ingresso a manifestanti, rappresentanti istituzionali e giornalisti. Uomini in divisa posti a difesa di non si sa bene cosa, visto che i membri della Direzione generale della ASL1 avevano abbandonato alla chetichella i loro uffici pochi minuti prima dell’inizio della manifestazione. Una ulteriore dimostrazione, da parte dei vertici dell’azienda sanitaria, sia del disprezzo che nutrono verso gli utenti, sia della palese incapacità di confrontarsi con cittadini e rappresentanti dei dipendenti che chiedono loro di risolvere i tanti e gravi problemi sul tappeto.

Al termine della manifestazione, una delegazione è riuscita comunque ad entrare nella sede centrale della ASL1. Ovviamente, non è stato possibile alcun confronto perché i membri della Direzione generale avevano abbandonato già alle 10 dimattina i loro uffici di lavoro.

Di seguito il comunicato stampa integrale diffuso dagli organizzatori della manifestazione.

COMUNICATO STAMPA

LA SANITÀ PUBBLICA SI DIFENDE

Siamo  in tanti. Siamo collettivo. Siamo cittadinanza. Siamo inascoltati.

Oltre 500 tra cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, associazioni, movimenti, rappresentanti istituzionali e forze politiche hanno preso parte alla manifestazione “La Sanità Pubblica si difende”, oggi davanti la sede della Direzione Generale della ASL1 Avezzano Sulmona L’Aquila.

Snobbate da chi rappresenta pro tempore la ASL1, “LA DIREZIONE GENERALE DELLA STESSA ASL1”. Trattate come inopportune, invisibili, inappropriate. I manifestanti hanno trovato Cancelli chiusi, il Fortino difeso.

Il metodo sempre lo stesso. Rifiuto al confronto. Rifiuto a misurarsi e a condividere le scelte di interesse generale.

Eppure nonostante il loro sfuggire, il loro sottrarsi, siamo nel giusto. Rappresentiamo interessi collettivi. ABBIAMO PROPOSTE, RAPPRESENTIAMO BISOGNI.

Li abbiamo oggi ricordati e raccontati. Sono:

  • la riduzione e l’azzeramento delle inaccettabili Liste d’attesa, che nei fatti limitano il diritto alla prevenzione ed alla cura ampliando le disuguaglianze già drammaticamente presenti nella società;
  • la sostituzione dei medici dei nuclei di cure primarie garantendo continuità assistenziale ed occupazionale;
  • il superamento della carenza di personale attraverso procedure concorsuali, scorrimento graduatorie, stabilizzazione del personale incluso la tipologia 15 Octies;
  • la reinternalizzazione dei servizi afferenti al sistema sanitario e del relativo personale;
  • il potenziamento della medicina territoriale ed il rafforzamento delle attività ospedaliere;
  • investimenti e programmazione per potenziare la rete dei servizi di emergenza ed urgenza;
  • chiarimenti sull’ubicazione, programmazione e quantificazione dei fabbisogni delle Case di comunità;
  • di rivitalizzare e qualificare i consultori familiari;
  • maggiori investimenti in prevenzione e cura della Salute mentale e l’operatività della consulta regionale;
  • il coinvolgimento, la trasparenza e la partecipazione nelle scelte strategiche del sistema sanitario provinciale;
  • il superamento criticità nell’accesso al percorso di studi in Medicina e l’ampliamento delle borse di specializzazione;
  • di garantire l’applicazione della legge 194/78.

Queste le rivendicazioni che ci impongono di mantenere viva la mobilitazione, sino alla soluzione delle criticità rappresentate. Questa la nostra visione di sanità pubblica, di qualità, universale, gratuita e di prossimità. Questi gli obiettivi della mobilitazione. Queste le rivendicazioni che porteremo al confronto del prossimo 20 giugno, data frutto della mobilitazione.

15 giugno 2023, sede ASL 1: Cgil L’Aquila, Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, Sindacato Dei Medici Italiani, Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, 180 Amici L’Aquila,  Unasam, Cittadinanzattiva L’Aquila, Tribunale per  i diritti del  malato Abruzzo, Anpi, Arci, Auser, Udu, Associazione Donatella Tellini-Centro Antiviolenza e Biblioteca delle Donne, Associazione Donne TerreMutate,  Comitato promotore “ Salviamo i  Nuclei di Cure Primarie”

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