Sanità: si discute di tagli e chiusure ma la Regione Abruzzo non sa spendere i fondi destinati alle Case di Comunità

Tagliacozzo è destinatario di 2.700.000 euro e Pescina di 3.000.000 euro, ma per loro, la Regione non ha ancora speso un centesimo. I dati sono del 13 dicembre e facilmente scaricabili dal portale Open Pnrr

Alfio Di Battista
5 Minuti di lettura

Avezzano – In questi giorni il dibattito pubblico sulla sanità marsicana è stato nuovamente agitato dalle parole del primario del pronto soccorso di Avezzano che aveva auspicato la chiusura notturna dei PPI di Pescina e Tagliacozzo per liberare risorse umane da impiegare nel suo centro.

Sono lontani i tempi in cui il variegato parlamentino dei sindaci della Marsica, riuniti al Castello Orsini dall’immarcescibile sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, tentavano di intraprendere nuovi e più efficaci percorsi per arrivare ad ottenere un servizio sanitario adeguato in un comprensorio dai confini molto ampi.

Furono anni terribili, in cui la pandemia mise alle corde la sanità italiana e in ginocchio quella della provincia dell’Aquila, con episodi particolarmente crudi e dolorosi nella Marsica. In quel periodo si parlò di medicina di prossimità e del ruolo strategico che avrebbero avuto i medici di base una volta che fosse stato debellato il Covid.   

«Siamo in guerra!» Ripetevano a ogni piè sospinto Sindaci e rappresentanti istituzionali di ogni grado. In quei momenti ci si industriò alla meno peggio per far fronte, con ciò che si aveva, a una situazione obiettivamente difficilissima. «Ne usciremo migliori di prima.» Fu la grande speranza a cui ognuno si aggrappò grazie alle promesse degli amministratori in guerra.

«La sanità del futuro non sarà più quella del passato.» Questo il nuovo sogno proiettato sui megascreen della politica digitale multicolor 3d. Non più parole al vento, ma fiumi di parole condite con immagini evocative sotto forma di bit sulle piattaforme social, alla conquista dei like.    

Finita la guerra si è tornati a parlare della chiusura dei PPI, esattamente come trent’anni fa, come se il Covid non ci fosse mai stato. Si è detto che sono solo le opinioni personali di un tecnico, un medico esasperato dalla quotidianità che vive nel pronto soccorso di cui è il responsabile. Però dalla Regione Abruzzo nessuno ha smentito le sue dichiarazioni. Si dice che una “non smentita” sia una mezza verità.

Tuttavia la sorpresa è scoprire che una quindicina di milioni del PNRR sono previsti per le così dette Case di Comunità di Civitella Roveto, Rocca di Mezzo, Carsoli, Castel di Sangro, Castelvecchio Subequo, Trasacco, Montereale, San Demetrio, Tagliacozzo e Pescina. Ad oggi però, la spesa effettuata non supera il 3% dei fondi a disposizione.

Le case di comunità sono strutture che hanno una centralità ben definita nell’ambito della riforma del servizio sanitario nazionale. Sono state pensate per potenziare l’assistenza sanitaria territoriale. Ma perché nella provincia dell’Aquila nessuno ne parla diffusamente?

La risposta potrebbe essere: per evitare le brutte figure visto che dei fondi messi a disposizione, la Regione Abruzzo ne ha speso soltanto una percentuale irrisoria. Il comitato ristretto dei Sindaci dovrebbe dire qualcosa in merito perché quei fondi vanno usati entro il 2026, praticamente domani.

Civitella Roveto, per esempio ha avuto una dotazione di 834 mila euro, di questi la Regione ha speso solo l’1,6%, stessa percentuale a Rocca di Mezzo e Carsoli, che hanno avuto rispettivamente 887 mila e 900 mila euro.

Seguono Castel di Sangro (937 mila) e Castelvecchio Subequo (1.040.000 euro). Qui la regione ha speso più del 6% dei fondi ottenuti. Poi c’è Trasacco, il paese dell’Assessore Regionale al Bilancio Mario Quaglieri, con 1.060.000 euro e Montereale con 1.400.000 euro, con una spesa che è poco più dell’1,6% della somma per entrambi i comuni.

Veniamo a San Demetrio, con 1.770.000 euro. La Regione ha speso il 2,45%. Infine Tagliacozzo con2.700.000 euro e Pescina con 3.000.000 euro. Per i due comuni sede dei PPI, la Regione non ha ancora speso un centesimo. Ci sarà qualche amministratore locale che chiederà conto? I dati sono riferiti al 13 dicembre e riscontrabili da chiunque sul portale OpenPnrr.

https://openpnrr.it/progetti/?search=&tema=42&territori=76&o=Importo

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