Un vecchio proverbio napoletano cita: “E’ trasut e sicc e s’è mis’e chiatt”. Traduzione: “E’ entrato di secco e si è messo di largo.”
Generalmente viene usato per disapprovare un comportamento scorretto. Per meglio comprendere, si riferisce a persona (nel nostro caso a più persone) che si presenta timidamente, con discrezione per poi avere pretese. Questo ciò che è successo a Scurcola Marsicana ove, nella seconda riunione convocata per venerdì 18 c.m. dal parroco Nunzio D’Orazio, è stata data conferma delle nomine del Comitato, così come stabilito nella prima riunione; saranno coloro che avranno la responsabilità di coordinare l’attesa festa patronale, in concomitanza del Giubileo del 2025.
In quel contesto è stato portato a conoscenza dei presenti la lettera di dimissione dal Comitato da parte di uno dei convocati. Da qui gli eventi.
La compagine “giovanile”, intesa tale in funzione dell’attuale inserimento nel Comitato, come voluto da don Nunzio, si è da subito dimostrata entusiasta di essere stata inclusa tra coloro che avranno l’incarico di realizzare una manifestazione di così alto prestigio religioso. Però, in quella sede, il gruppo giovanile ha palesato il proprio dissenso sulla scelta della nuova presidenza affidata all’ arch. Lorenzo Fallocco e della nomina di vicepresidente di Fabio Mammarella. Due personaggi, è bene ricordarlo, che hanno dimostrato nel corso di decenni, con la loro professionalità, di portare alla ribalta il nome di Scurcola Marsicana con eventi prestigiosi, di cui si è ottenuta una eco nazionale e internazionale.
La pretesa è stata che venisse eletto un altro direttivo da loro scelto. L’ ostinata richiesta del gruppo giovanile ha posto al Parroco una sorta di aut aut, imputandogli una azione dittatoriale e disconoscendone l’autorità, da lui sempre espletata, di determinare i ruoli delle presenze attive facenti parte della organizzazione. La “conditio sine qua non” era, in primis, che fossero loro stessi a nominare il nuovo direttivo imponendo, proprio come presidente, la persona che di sua sponte, arbitrariamente, senza l’imposizione di alcuno, nella medesima giornata aveva preso la decisione di non far parte del Comitato festeggiamenti anno 2025, dando ufficiale conferma utilizzando whatsapp, inoltrando a don Nunzio la propria volontà. In caso di rifiuto a quanto da loro richiesto, il gruppo giovani sarebbe andato via. A tal punto, don Nunzio D’Orazio ne ha preso atto, e rifiutando quanto proposto il gruppo dei giovani ha abbandonata la riunione. Bisogna aggiungere che il loro portavoce ha letto, sul proprio smartphone, un comunicato di cui non si ha traccia, non essendo stato lasciato alcun documento cartaceo.
Determinate azioni non danno certo testimonianza di quanto professato: l’ardente legame con la propria realtà, contribuendo con incontri realizzati nelle loro possibilità, a far risaltare le caratteristiche tradizioni cittadine. La scelta di desistere dal concedere il proprio contributo operativo alla realizzazione di quella che rappresenta, per l’intera comunità, la più importante e sentita festa patronale, soprattutto per la straordinaria celebrazione che ricade ogni 25 anni, è una firma posta in calce: disamore. Un’occasione che appariva imperdibile per dimostrare che nulla può impedire di rendere omaggio ai propri patroni, soprattutto alla venerata Madonna della Vittoria. Invece, il direttivo scelto legittimamente dal Parroco ha fatto sì che la devozione fosse abbattuta dalla presunzione. Voltate le spalle i giovani sono usciti dalla porta.
Con questo poco comprensibile braccio di ferro, avrebbero dovuto approfondire e conoscere determinate disposizioni come quelle della DIOCESI di AVEZZANO – Settore Laicato
Dal Vademecum Diocesano
TITOLO II – Il Comitato organizzatore
Art. 4 – Il Comitato Feste è parte integrante della Comunità parrocchiale o della rispettiva Associazione ecclesiale ed ha come finalità la redazione del programma e l’organizzazione delle varie manifestazioni.
Art. 5 – Il Comitato viene istituito dal Parroco, sentito il parere del Consiglio Pastorale Parrocchiale. istituto della Chiesa cattolica previsto dal Codice di diritto canonico e dal Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.
Interviene anche l’Agenzia delle entrate, un’agenzia fiscale della pubblica amministrazione italiana dipendente dal Ministero dell’economia e delle finanze, che richiede a firma del Parroco, in quanto detentore di responsabilità, le generalità di coloro da lui nominati facenti parte del comitato.
La domanda sorge spontanea: se viene attribuito al Parroco una forma dittatoriale della nomina dei componenti del direttivo del comitato festeggiamenti patronali, l’uscita di scena per non aver ottenuto quanto imposto, dove è possibile collocarla?
Si precisa inoltre che i Sigg. Franco Farina e Giuseppe Virgallita non sono inseriti nel Direttivo dei festeggiamenti patronali anno 2025.

