Sempre più critica la situazione in Niger, scaduto l’ultimatum dei paesi dell’Ecowas. Per ora il contingente italiano resta sul posto

Alfio Di Battista
Alfio Di Battista
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Niger – L’ultimatum è scaduto ma il generale che guida il golpe, Abdourahamane Tchiani, per tutta risposta ha fatto diffondere un video che mostra la popolazione che inneggia ai militari sventolando bandiere russe e del Niger all’interno di uno stadio della capitale Niamey.  

Intanto lo spazio aereo è stato nuovamente chiuso, mentre la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) secondo fonti militari riferite al Wall Street Journal, non sarebbe ancora in grado di sostenere un’operazione militare contro i ribelli.

Ciò che preoccupa ulteriormente le cancellerie occidentali sarebbe la presunta presenza in Niger della Wagner, la spietata milizia privata di mercenari guidata da Prigozhin, il cuoco di Putin, nata durante la guerra del Donbass già assoldata in passato dal Cremlino per operazioni in diversi teatri di guerra.

Da tempo il gruppo Wagner è operativo nella regione sub sahariana del Sahel, in particolare nel Mali che col Burkina Faso, hanno offerto solidarietà ai ribelli inviando una delegazione in Niger.

Il Niger oltre che essere un paese dal quale l’Europa, in particolare la Francia, si approvvigiona di uranio per il funzionamento delle centrali nucleari, è anche un partner strategico per controllare il flusso dei migranti provenienti dall’Africa subsahariana che si ammassano sulle coste libiche e della Tunisia dopo aver percorso chilometri e chilometri in condizioni estreme.

Le milizie armate di matrice jihadista come Boko Haram, che si sono molto rafforzate sul territorio dopo il disimpegno della Francia, potrebbero favorire l’innesco di una polveriera dagli esiti imprevedibili se si alleassero con i mercenari della Wagner. Non è un caso che Prigozhin, subito dopo il golpe aveva detto di essere disponibile a intervenire a favore dei ribelli nel caso di un eventuale intervento armato da parte dell’Ecowas.

Dell’Ecowas fanno parte 15 paesi africani escluso Mali e Burkina Faso, sospesi a causa dei colpi di Stato del 2021 e 2022. Francia e Stati Uniti non nascondono la preoccupazione che il Niger finisca per entrare sotto l’influenza della Russia. Il presidente filo occidentale deposto, Bazoum, ha lanciato un appello al Washington Post supplicando gli alleati occidentali di non lasciare il paese.

Il contingente Nato di stanza in Niger è composto da oltre 2900 militari: 1500 francesi, 1.100 americani e 350 italiani, di cui una sessantina sono rientrati in Italia. Il generale Abdourahamane Tchiani, avrebbe approntato uno schieramento per far fronte a un imminente intervento militare ostile. Il portavoce della giunta golpista Amadou Abdrame ha invece affermato che qualunque paese coinvolto nell’eventuale aggressione sarà considerato co-belligerante.

Sulla stesso argomento, nel link che segue https://site.it/colpo-di-stato-in-niger-nel-contingente-militare-usa-ue-presente-sul-posto-anche-un-militare-di-capistrello/

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