Capistrello – Chissà se la SP63 “Simbruina” rimasta un «scheletro viario» impraticabile dal 2009 a causa di frane e smottamenti, strada dimenticata tra Abruzzo e Lazio, sarà argomento di confronto durante le liturgie elettorali fra sindaci e consiglieri che il prossimo 21 dicembre torneranno a votare per eleggere il nuovo consiglio provinciale.
Una strada di montagna che collega Capistrello all’Altopiano della Renga (Abruzzo) e a Filettino (Lazio). Una direttrice fondamentale, come ricordava tempo fa Gianluca Quadrini, presidente della provincia di Frosinone «è un’importante via di comunicazione per i residenti dei comuni montani dei due versanti» diceva.
Nell’incontro del febbraio 2025, il presidente del Consiglio provinciale dell’Aquila, Angelo Caruso, assicurava che il progetto era «in fase conclusiva» e «suddiviso in più stralci», con interventi immediati sulla parte più critica. I lavori sarebbero dovuti partire nell’estate del 2025.
E invece niente, siamo ormai a Natale, dopo l’ennesimo tavolo che ci sarebbe dovuto essere lo scorso mese di settembre, nulla è ancora iniziato. La strada, inghiottita dalla vegetazione, deve far fronte anche allo smottamento delle innumerevoli promesse mancate.
E i 4 milioni di euro? Nel novembre 2021 la Regione Abruzzo aveva assegnato alla Provincia dell’Aquila 4 milioni di euro per la Simbruina. Quel finanziamento doveva essere la svolta: Gianluca Alfonsi (delegato alla viabilità) parlò di «interventi attesi da anni» bontà sua.
Oggi di quei soldi non spesi, non si sa più nulla. E mentre la Provincia decanta piani e studi di fattibilità, il denaro pubblico resta immobilizzato, e nessuno si assume la responsabilità dei ritardi. Il centrodestra ha già riconfermato Angelo Caruso come proprio candidato, a oggi l’unico in lizza.
In buona sostanza consiglieri e sindaci dei comuni, salvo colpi di scena dell’ultima ora, ribadiranno pieno sostegno all’operato di Caruso. Destra e sinistra voteranno per rinnovare lo stesso presidente che anni fa, aveva annunciato l’avvio dei cantieri sulla Simbruina.
Pur essendo un passaggio elettorale che riguarda solo i rappresentanti dei consigli comunali, il voto ha ricadute che interessano tutte le comunità delle aree interne. In questa tornata, la Simbruina rischia di restare solo un’appendice del dibattito istituzionale, mentre altre strade provinciali della Valle Roveto come la SP87, pare abbiano goduto di maggior attenzione da parte delle istituzioni.
Servirebbe che Caruso attivasse immediatamente i 4 milioni già stanziati e avviasse i cantieri promessi a primavera, senza ulteriori rinvii. Chi in questi anni ha gestito la viabilità provinciale non può non renderne conto ai cittadini. La Simbruina non è un argomento a uso propaganda, ma la necessità di un intero territorio.
A dicembre i sindaci voteranno per chi ha lasciato chiusa questa strada pur avendo risorse per riaprirla. Ciò non vuol dire che sceglieranno il silenzio e l’immobilismo, ma potranno dimostrare che dopo tanto parlare ci sarà spazio per i fatti. Consiglieri comunali e sindaci hanno il compito di far vedere che la politica è ancora capace di decidere, perché a celebrare sono tutti bravi.

