Valle Roveto – In relazione al rinnovato interesse suscitato dal dibattito pubblico sulla strada provinciale interregionale Simbruina, la nostra redazione ha rivolto qualche domanda al presidente della provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, che è anche il primo cittadino di Castel di Sangro, un comune che potremmo definire di confine.
In effetti Castel di Sangro è situato in un territorio crocevia. Abruzzo, Molise e Lazio si fondono in una località i cui confini formali cedono il passo agli usi, ai costumi, alle tradizioni sedimentate negli strati di una cultura millenaria che accomuna le popolazioni forgiate dalla montagna.
Caruso, da sindaco, conosce molto bene le dinamiche legate ai territori di confine, e proprio per questo, le sue riflessioni da presidente della provincia dell’Aquila, al di là del ruolo istituzionale, esprimono un portato che non è solo quello dell’amministratore, ma anche dell’uomo che ha ben chiaro il problema dello spopolamento delle così dette aree interne.
Presidente, salve, buon pomeriggio e ben risentito. Le volevo fare qualche domanda sulla Simbruina. Mi può dare qualche aggiornamento?
Certamente mi chieda pure.
Innanzitutto, circa i 4 milioni di euro che la Regione aveva trasferito alla provincia, a che punto siamo?
Il finanziamento è sostanzialmente congelato, in relazione agli adempimenti che dobbiamo completare. La vera novità è che siamo in dirittura d’arrivo con l’acquisizione del progetto, che è una cosa complicatissima vista la situazione in cui verte la strada.
Quali sono i tempi?
Completeremo tutti gli adempimenti previsti, sostanzialmente a primavera, diciamo inizio estate. Il che vuol dire l’iter delle approvazioni, i pareri dei vari enti preposti, la validazione del progetto. Poi andremo a definire con la Regione l’aspetto finanziario.
Il progetto di massima cosa prevede?
Prevede un primo intervento di 4 milioni di euro nella parte più critica, a monte. Il resto delle opere le faremo sicuramente per la riapertura. La parte più critica, lei la conosce bene, sa a che cosa mi riferisco.
Certamente, e mi dica, c’è anche un qualche coinvolgimento della provincia di Frosinone?
Questo ha fatto bene a chiedermelo. Infatti ho sollecitato una partecipazione da parte loro, almeno per le opere minimali, quelle relative al manto stradale, dal confine con la provincia dell’Aquila verso Filettino.
E che riscontro ha avuto?
Si sono impegnati a fare le sistemazioni, in maniera da dare un ‘immagine di omogeneità alla riapertura.
Le faccio queste domande perché sono passati praticamente più di dieci anni, da quando l’allora presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, si era posto il problema. Quel periodo sembrò ci si credesse nella riapertura della Simbruina, poi però non se ne fece nulla.
Noi ci stiamo credendo tutti, c’è una bella convergenza istituzionale di tutti. Io me la sono fatta tutta la strada. L’ho percorsa, nonostante fosse chiusa, con le prudenze del caso. L’ho voluta visitare tutta e mi sono reso conto che è proprio una strada strategica. La possiamo senz’altro definire in questo modo.
Mi fa piacere che anche lei la veda in questo modo.
Sono rimasto favorevolmente colpito dal valore strategico della strada. Più di quello che immaginavo, glielo posso assicurare.
Lei fa il sindaco a Castel di Sangro, oltre che il presidente della Provincia. Castel di Sangro è, fra virgolette, un posto di confine tra Molise Lazio e Abruzzo. Lei questo lo può capire più di chiunque altro.
Io alle aree di confine ci credo più di ogni altro, è una mia dottrina. Sono sempre dell’avviso che la forza della Provincia dell’Aquila sta sui confini. Lo posso proprio dichiarare senza alcuna remora. Può farci l’incipit!
Benissimo, la ringrazio per la disponibilità.
Si figuri, per qualsiasi cosa mi chiami.

