Sindaco di Ravenna blocca in porto armi dirette in Israele

Redazione
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E’ lo stesso sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni ad annunciare che, a seguito di una segnalazione arrivata nella serata di ieri da alcuni lavoratori del porto, assieme alla Provincia e alla Regione ha chiesto e ottenuto il blocco di due container carichi di esplosivi diretti nel porto di Haifa, in Israele.

La società che gestisce il porto di Ravenna, di cui i tre enti locali sono soci pubblici, ha raccolto l’invito e ha annunciato la propria “indisponibilità a fare entrare nei propri terminal” i container pieno di armi .

Nel corso della conferenza stampa tenuta in Municipio, il sindaco Barattoni ha dichiarato che ora “serve una azione del Governo italiano, che invece fa finta di non sapere che dai nostri porti continuano a transitare armi destinate ad azioni contrari alla nostra Costituzione”.

Nella pec inviata al presidente di Sapir Riccardo Sabatini gli enti locali hanno fatto anche un passo in più, per scongiurare anche in futuro il passaggio di altre armi dirette a operazioni come quella in corso a Gaza:

“Come atto generale proponiamo anche di inserire formalmente nel codice etico di Sapir un articolo relativo al valore della pace, al rispetto dei diritti umani da promuovere verso tutti i vostri clienti e fornitori”.

“L’idea, è che Ravenna abbia doveri nei confronti delle popolazioni vittime di massacri come quella palestinese nella Striscia di Gaza. C’è sempre una parte dalla quale stare e l’Emilia-Romagna e Ravenna hanno ben chiare quale sia, quella delle vittime innocenti e degli ostaggi, non quella dei governi criminali e delle organizzazioni terroristiche. Ogni azione, compresa l’inazione, è un’azione politica”.

Alla conferenza stampa tenuta nella sala del Consiglio comunale anche la presidente della Provincia ravennate Valentina Palli che ha dichiarato: “Ci siamo mobilitati con fermezza e celerità- afferma Palli- per raggiungere questo obiettivo”, [il divieto di passaggio da Ravenna dei contanier pieni di materiale bellico, ndr]. Per noi è inaccettabile, purtroppo quando la stessa cosa è capitata a giugno lo abbiamo saputo solo il mese successivo”.

La notizia è stata diffusa dall’agenzia Dire con l’articolo di Mirko Billi

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