Il 26 aprile 2025, la scrittrice abruzzese Katia Agata Spera ha ricevuto a Chieti il “Premio Internazionale Flora”, un prestigioso riconoscimento che celebra l’eccellenza femminile in ambito culturale, creativo, sociale e imprenditoriale.
La cerimonia si è tenuta presso la sala conferenze del Nuovo Albergo, nell’ambito del festival culturale “Syn – L’incanto delle emozioni”, ideato e diretto dal critico d’arte Massimo Pasqualone.
La cerimonia è stata guidata magistralmente dalla giornalista Orietta Spera alla presenza del comitato scientifico costituito da Alessandra Melideo, Lilia D’Alesio, Mariagrazia Di Cocco, Francesca Pomponio e presieduto dal Prof. Massimo Pasqualone. Nel contesto della premiazione è stata curata la presentazione dei dipinti dell’artista Carlo Gentili.

Katia Agata Spera, nata a Castelvecchio Subequo e residente ad Avezzano, è una scrittrice che ha saputo coniugare la sua formazione scientifica con una acuta sensibilità letteraria.
Con una scrittura empatica e profonda, l’autrice riesce a tessere storie di vita vera, in cui l’interiorità diventa esperienza vissuta, a volte dolorosa, ma sempre aperta alla trasformazione. I suoi libri, ora pubblicati da Edizioni Il Viandante, rappresentano un esempio di come la narrativa possa ancora oggi essere strumento di riflessione, dialogo e cambiamento.
Il percorso letterario di Katia Agata Spera si distingue per la profondità umana e spirituale con cui affronta temi quali l’identità, l’affermazione e il riscatto sociale. Nei suoi romanzi, tra altri aspetti la fede assume un ruolo centrale, non solo come contesto culturale, ma anche come motore narrativo e simbolico nella vita dei protagonisti.
Il Premio Flora, che le è stato conferito, non è solo un riconoscimento al valore letterario, ma anche alla sua capacità di dare voce a chi spesso non ne ha, di restituire bellezza alle fragilità e senso al dolore. Una voce, quella di Katia Agata Spera, che risuona oggi con più forza che mai.
La scrittrice dichiara alla nostra testata:
“Ricevere un premio in ambito culturale, letterario e sociale non è soltanto un motivo di orgoglio personale, ma anche un invito a continuare a credere nella forza della parola, del pensiero critico e dell’impegno collettivo. Dedico questo premio a tutte le persone che, con passione e dedizione, lavorano ogni giorno per costruire ponti attraverso la cultura. Grazie di cuore per aver creduto nel valore del mio percorso.”


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