Telefonia e internet: Capistrello isolata a fasi alterne: il nodo delle infrastrutture

Alfio Di Battista
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Capistrello – Da diverse settimane, numerosi cittadini si trovano a fare i conti con continui e frustranti disservizi legati alle linee telefoniche e alla connettività Internet.

Le segnalazioni, rimbalzate con insistenza sui social, descrivono uno scenario a macchia di leopardo: blackout improvvisi della rete mobile, instabilità delle linee fisse e una persistente lentezza nel caricamento dei dati, che in alcuni casi ha paralizzato persino i servizi pubblici essenziali.

​Il malfunzionamento non sembra risparmiare quasi nessun grande gestore (TIM, Vodafone, WindTre) e i relativi operatori virtuali, manifestandosi principalmente con due sintomi:

​Perdita di segnale mobile con telefoni che passano improvvisamente da “pieno campo” a “nessun servizio”, rendendo impossibile effettuare o ricevere chiamate anche in pieno centro storico.

​Saturazione e lentezza della rete dati: Una velocità di navigazione internet che precipita nelle ore di punta, rendendo difficile persino l’invio di un messaggio WhatsApp.

​Un esempio emblematico di questa crisi infrastrutturale riguarda il Centro Prelievi CUP di Capistrello. A causa della scarsa potenza e dei frequenti blocchi della linea internet a cui la struttura è collegata, il servizio subisce spesso pesanti rallentamenti, costringendo i cittadini a lunghe attese o a rinvii.

Tempo fa Il caso sfociò in un rimpallo di competenze tra la ASL 1 (che ha difeso l’adeguatezza dei propri terminali informatici) e il Comune, proprietario dei locali e fornitore della connettività di quella specifica sede.

​Un blackout prolungato o un’instabilità “a singhiozzo” in un’area, morfologicamente complessa come la Valle Roveto ha raramente un’unica origine. A detta di alcuni tecnici interpellati sull’argomento, se si incrociano i dati rilevati con le lamentele degli utenti, si possono individuare tre cause principali:

Criticità legate all’infrastruttura e alla saturazione della banda

​Capistrello, come molti comuni montani o pedemontani, sconta un ritardo storico nell’adeguamento delle infrastrutture di rete fissa di ultima generazione (Fibra Ottica FTTH) L’assenza di una rete fissa ultra-performante si ribalta inevitabilmente sulla rete mobile:

Quando la connessione dell’abitazione “salta” o è troppo lenta, l’intera popolazione si riversa sulle reti 4G e 5G dello smartphone. Questo creerebbe un effetto imbuto (saturazione della cella), congestionando i ripetitori locali che non sono dimensionati per sostenere un simile picco di traffico dati.

Continui lavori di manutenzione su linee e ripetitori

​Spesso l’instabilità della rete è legata a interventi di manutenzione programmata o di upgrade tecnologico da parte dei gestori (come il progressivo spegnimento del 3G a favore del potenziamento delle bande superiori). Tuttavia, la mancanza di una comunicazione trasparente e preventiva da parte delle compagnie telefoniche lascia gli utenti al buio, alimentando il passaparola sui social.

Fattori morfologici e ostacoli al segnale mobile

​La conformazione geografica del territorio di Capistrello, caratterizzata da notevoli dislivelli, rende la propagazione delle frequenze radio più complessa, soprattutto nella parte antica del paese.

Se uno dei ripetitori principali che serve la valle subisce un guasto elettrico o un disallineamento a causa del maltempo, le zone d’ombra si moltiplicano istantaneamente, lasciando intere fette di territorio isolate.

​Se una volta i blackout delle linee erano un semplice fastidio, oggi rappresentano un danno economico. Senza una rete stabile, le attività commerciali non possono usare i POS per i pagamenti elettronici, i professionisti non possono lavorare in smart working e i servizi sanitari si bloccano e il turismo, neanche a parlarne.

​Dato il frequente ripetersi delle criticità, occorrerebbe sollecitare un intervento ispettivo dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e soprattutto un’iniziativa dell’Amministrazione Comunale per attivare un tavolo di confronto con i rappresentanti dei principali operatori per mappare le zone d’ombra e pretendere il potenziamento dei ripetitori locali.

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