Ufficio Comunicazione CAM, Verdecchia incalza: «Due incarichi mentre il primo era ancora in vigore»

Redazione
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Consigliere Roberto Verdecchia

“Le ultime delibere del CAM sull’ufficio stampa, pongono interrogativi che meritano risposte immediate – afferma il consigliere Roberto Verdecchia, referente della coalizione di centrosinistra Patto per Avezzano – quando si amministrano risorse di una società a totale capitale pubblico che gestisce un servizio essenziale come l’acqua, ogni euro dovrebbe essere speso con una trasparenza ancora maggiore. 43 mila euro di soldi pubblici spesi per la comunicazione dell’ente: due affidamenti a Terre Marsicane ed Abruzzoweb che si sovrappongono per oltre sette mesi. Ma c’è di più: la delibera che attribuisce il secondo incarico è del 28 agosto e stabilisce una decorrenza dal precedente 1° luglio. Per quale ragione? I marsicani meritano chiarezza, non possono essere sempre i cafoni di Silone“.

COMUNICATO STAMPA

«Quando si amministrano risorse di una società a totale capitale pubblico che gestisce un servizio essenziale come l’acqua, ogni euro dovrebbe essere speso con una trasparenza ancora maggiore. Invece, leggendo le ultime delibere del CAM sull’ufficio stampa, sorgono interrogativi che meritano risposte immediate».
A intervenire è il consigliere comunale di opposizione di centrosinistra di Avezzano Roberto Verdecchia, che punta l’attenzione su due affidamenti deliberati nel corso del 2026 dal Consorzio Acquedottistico Marsicano.

Il CAM non è una normale società privata: le stesse deliberazioni precisano che si tratta di una società per azioni a totale capitale pubblico, affidataria in house del servizio idrico integrato nell’Ambito territoriale marsicano.
Il primo atto è la delibera numero 8 del 3 febbraio 2026. Con quel provvedimento il CAM assegna alla società Terre Marsicane Servizi e Comunicazioni Srls l’attività di ufficio stampa, comprendente non soltanto i comunicati stampa, ma anche la gestione dei profili social, la strategia di marketing e comunicazione, la gestione della figura del CAM nei rapporti esterni e il miglioramento dell’informazione sulla trasparenza amministrativa.

Il compenso viene fissato in 12mila euro l’anno, Iva inclusa se dovuta, per un incarico decorrente dal 9 febbraio 2026 all’8 febbraio 2027.

Ma il 28 agosto 2026, quindi appena pochi mesi dopo, il Consiglio di gestione approva la delibera numero 44 e cambia nuovamente l’assetto dell’ufficio stampa. Nella stessa delibera si legge che la società marsicana «non svolgerà più» tale servizio, pur continuando ad occuparsi dei profili social, degli spazi sul proprio sito, di altri servizi istituzionali, dei rapporti esterni e del miglioramento dell’informazione sulla trasparenza amministrativa.

Contestualmente viene affidato l’ufficio stampa alla società aquilana, Meta Communication – Comunicazione & Marketing Srl, società che la stessa delibera definisce riconducibile al gruppo editore, tra l’altro, del sito AbruzzoWeb.
Il preventivo è di 25mila euro oltre Iva per due anni.

«Il primo incarico avrebbe dovuto durare fino all’8 febbraio 2027. Il nuovo incarico viene invece fatto decorrere addirittura dal 1° luglio 2026 e fino al 30 giugno 2028. Dunque, sulla carta, le durate dei due affidamenti si sovrappongono per oltre sette mesi. Ma c’è di più: la delibera che attribuisce il secondo incarico è del 28 agosto e stabilisce una decorrenza dal precedente 1° luglio. Per quale ragione?», domanda Verdecchia.

«Soprattutto – prosegue il consigliere di centrosinistra – nell’atto del 28 agosto non troviamo indicato quale provvedimento abbia revocato, risolto o modificato il precedente incarico annuale, né leggiamo quale riduzione del compenso da 12mila euro sia stata eventualmente concordata dopo aver sottratto a Terre Marsicane proprio l’ufficio stampa. Se esiste un atto separato, lo si renda pubblico e si chiarisca tutto, compreso il perché della decisione. Altrimenti è legittimo domandarsi come vengano impiegate le risorse del CAM».

Verdecchia sottolinea inoltre un aspetto normativo. Entrambe le delibere richiamano l’articolo 50, comma 1, lettera b, del decreto legislativo 36/2023, che consente per servizi e forniture inferiori a 140mila euro l’affidamento diretto anche senza consultare più operatori economici. La procedura diretta, dunque, non è di per sé irregolare.

«Ma affidamento diretto non significa assegno in bianco. Il Codice dei contratti pubblici richiama principi di risultato, efficienza, efficacia, economicità e trasparenza, mentre negli affidamenti diretti l’atto deve individuare oggetto, importo, contraente e ragioni della scelta. Proprio per questo è necessario che ogni passaggio sia perfettamente comprensibile e documentato».

«Qui non si tratta di fare processi o lanciare accuse – precisa Verdecchia – ma di chiedere una cosa molto semplice: quanto è stato effettivamente pagato al primo affidatario? Il compenso è stato ridotto dal 1° luglio? Con quale atto è cessato l’ufficio stampa precedente? Quando ha materialmente iniziato a lavorare il nuovo affidatario? Perché una delibera del 28 agosto attribuisce un incarico con decorrenza dal 1° luglio? E quale valutazione di convenienza ha portato, dopo appena pochi mesi, a questa riorganizzazione?».

La richiesta di piena conoscibilità degli atti assume ancora maggiore rilievo trattandosi di una società a totale capitale pubblico, soggetta agli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa vigente.

«Il CAM gestisce l’acqua dei nostri territori e risorse che devono essere amministrate con rigore. I cittadini marsicani pagano le bollette e hanno il diritto di capire dove finisce ogni euro. Non vorremmo che, a distanza di un secolo, i marsicani continuassero ad essere considerati i “cafoni” di Silone: quelli chiamati sempre a pagare e troppo raramente messi nelle condizioni di sapere. Qui servono carte, numeri e risposte precise», conclude Roberto Verdecchia.

Roberto Verdecchia
Consigliere Patto per Avezzano

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