“Sistema Di Pangrazio” – Intimidazioni ad Avezzano: Comune chiede 200mila euro a giornalista di SITe.it

E' una Azione temeraria - oltre che vergognosa - per la quale i responsabili dovranno rispondere personalmente e su cui ogni singolo componente della Giunta e del Consiglio comunale dovrà chiarire la sua posizione

Angelo Venti
12 Minuti di lettura

Il Comune di Avezzano ha avviato – con malcelata volontà intimidatoria – un’azione presso l’Organismo di mediazione dell’Ordine degli avvocati di Avezzano nei confronti del giornalista di SITe.it Claudio Abruzzo, accusandolo ingiustamente di diffamazione a mezzo stampa e, senza fornire uno straccio di prova, ha richiesto un risarcimento danni di 200mila euro.

All’Amministrazione comunale capitanata dal sindaco Giovanni Di Pangrazio – come si evince chiaramente dalla documentazione notificata dall’Organismo di mediazione (foto sopra) – molto semplicemente non sono piaciuti (ma questo non è un reato) due nostri articoli del 7 e del 10 gennaio scorso, relativi alle procedure di reclutamento del personale attivate dal Comune di Avezzano. I due articoli – che invitiamo tutti a rileggere – sono questi:

Dalla lettura dei due articoli sopra riportati, oltre alla palese infondatezza dell’accusa di diffamazione, si nota anche che gli stessi contengono dei virgolettati con alcune dichiarazioni che, sul punto, l’ex assessore della Giunta Di Pangrazio Loreta Ruscio aveva già pubblicato sul suo profilo facebook.

Al momento, risulta che il Comune ha richiesto il risarcimento solo nei confronti del giornalista e non nei confronti della testata e nemmeno dell’ex assessore Ruscio: una scelta alquanto curiosa, che lascia però aperte molte domande.

L’ingiustificabile azione avviata dal Comune davanti l’Organismo di mediazione dell’Ordine degli avvocati, provoca al giornalista Claudio Abruzzo anche un altro effetto collaterale, non di poco conto.

Quello che è certo è che l’azione avviata dal Comune, lede anche i suoi diritti di cittadino poiché, secondo la legge, chiunque ha un contenzioso in corso con il Comune non può ricoprire cariche elettive nell’Ente. Messa così – e nel caso che si dovesse dimostrare che di azione strumentale si tratta – la stessa potrebbe configuarsi anche come un gravissimo tentativo di inquinamento del regolare svolgimento delle prossime elezioni.

Viste le forti tensioni e il nervosismo che già si registra nell’attuale maggioranza con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, c’è addirittura chi avanza l’ipotesi – e il sospetto è terribile – che l’azione pretestuosa avviata dal Comune contro il giornalista Abruzzo, in realtà potrebbe nascondere anche il tentativo di lanciare un avvertimento trasversale rivolto ad altri probabili candidati.

La scellerata azione del Comune di Avezzano – a nostro giudizio – mira a intimorire il giornalista nello svolgimento del suo lavoro e per questo si configura come un attentato non solo alla libertà di stampa ma soprattutto al diritto dei cittadini ad essere informati.

L’azione intrapresa dall’Amministrazione Di Pangrazio – nella forma e nella sostanza – è di una gravità inaudita. In Italia sono pochissimi i casi in cui un’Amministrazione pubblica avvia direttamente azioni civili di risarcimento danni nei confronti di un singolo giornalista, mentre sono addirittura rarissimi quelli in cui tali azioni presentino motivazioni così platealmente pretestuose. Il caso di Avezzano – vista la palese infondatezza delle accuse e il risarcimento stratosferico richiesto – potrebbe quindi risultare unico nel panorama nazionale.

Quanto messo in atto dal Comune di Avezzano lascia perciò tutti allibiti.

La legge italiana fornisce molti mezzi a chi ritiene che un articolo contenga notizie inesatte, imprecise o incomplete: ad esempio il diritto di rettifica oppure il diritto di replica. Quando addirittura ci si senta diffamato – il codice penale all’art. 595 prevede anche il reato specifico di “Diffamazione a mezzo stampa”.

Eppure il Comune di Avezzano non si è avvalso di nessuno di questi strumenti e, non a caso, si è guardato bene dal presentare una querela e avviare un procedimento penale: i due articoli infatti sono corretti, non contengono nessuna diffamazione e la querela sarebbe stata archiviata.

Evidentemente, nel Palazzo di città hanno giudicato molto più comodo chiedere i soldi senza dover dimostrare che la diffamazione ci sia realmente stata.

Questa richiesta di 200mila euro di risarcimento danni avanzata dal Comune di Avezzano nei confronti di un nostro giornalista è solo l’ultimo atto di una serie di abusi e sopprusi. Con l’avvio di questa azione giudiziaria, il regime di controllo dell’informazione e di repressione del dissenso istaurato ad Avezzano assume dimensioni – e forme – che dovrebbero preoccupare tutti.

Si tratta di un potente apparato propagandistico il cui costo – in 5 anni di mandato – peserà sulle tasche dei cittadini per quasi un milione di euro. Un apparato finalizzato alla sostituzione delle notizie vere con la Comunicazione istituzionale dell’Ente, oltre alla schedatura e alla repressione di qualsiasi voce anche solo percepita come di dissenso.

E’ un “Sistema” che – con i suoi pervasivi condizionamenti ambientali – è ben conosciuto da chi lo subisce quotidianamente ma che è altrettanto ignorato fuori dai confini marsicani e anche da chi dovrebbe vigilare. Le righe che seguono sono destinate a loro, ma anche ai colleghi di buona volontà a cui lanciamo un appello: guardate con più attenzione a ciò che sta succedendo all’informazione in queste contrade dell’Abruzzo interno.

Ad Avezzano – che con i suoi oltre 40mila abitanti è il maggior centro della Marsica – buona parte della stampa locale è stata silenziata attraverso il reclutamento nel mastodontico Staff del Gabinetto del sindaco di giornalisti di vari giornali online, oppure attraverso contratti di fornitura di servizi affidati agli editori delle testate locali. Il risultato è la progressiva scomparsa delle vere notizie su ciò che succede in città e la loro progressiva sostituzione con la cosiddetta Comunicazione istituzionale dell’Ente. Traduzione: la propaganda dell’Amministrazione diffusa attraverso Comunicati stampa prodotti dal nutritissimo staff del sindaco, pubblicati tal quale da quasi tutte le testate spacciandoli come notizie.

Una propaganda massiccia che imperversa anche sui social, inondati dalla Comunicazione dell’Amministrazione, con tanto di censura e ripulitura dei commenti critici e, a quanto ci riferiscono, anche con la schedatura degli autori.

A ciò si aggiunge la discriminazione verso le pochissime testate che non piegano la testa ai desiderata di Sindaco e amministrazione, tra cui la nostra. Ad esempio, non riceviamo i comunicati stampa, ci vengono impedite le riprese dei consigli comunali, si tenta d’intervenire su chi ci rilascia video interviste, si è provato persino a cacciarci dai lavori di un consiglio comunale. Nel mucchio, anche querele ed esposti contro di noi presentati conto terzi al Consiglio di disciplina presso l’Ordine dei giornalisti. Ora, senza nemmeno l’onere della prova, dal Comune arriva la richiesta di 200mila euro di risarcimento danni: a quando l’invio al confino per i giornalisti?

SULLO STESSO ARGOMENTO LEGGI ANCHE:

Avezzano – “Staff del Sindaco”: il solo Armando Floris costa ai cittadini 115mila euro

Avezzano – Tentato “scippo” in Municipio: “O cedi il dominio o me lo prendo”

Condividi questo articolo